Taranto: Bongiovanni e Zelatore, che fine avete fatto?

TARANTO
Redazione
23.05.2017 17:41

Che fine hanno fatto Elisabetta Zelatore e Antonio Bongiovannii? Dal termine del campionato a oggi, si sono rinchiusi in un silenzio assordante di difficile interpretazione. Rifiutata la proposta della cordata romana, che nel frattempo ha perso un pezzo (Paolo Milone ha spostato le sue attenzioni sul Mantova), il duo presidenziale non ha più inviato segnali, a parte tre comunicati stampa di cui due per smentire trattive e notizie. La tanto attesa conferenza stampa post retrocessione, sbandierata dal dg Aldo Roselli, non è stata più programmata lasciando nell'incertezza l'intera tifoseria che ha definitivamente perso la pazienza. Sono caduti nel vuoto anche gli appelli della Fondazione Taras che a gran voce chiarezza sul futuro del club. Nulla, niente di niente. Una domanda che ci poniamo un po' tutti: che intenzioni hanno Zelatore e Bongiovanni? Rilanceranno dopo l'umiliante ritorno in Serie D o decideranno di farsi da parte? Il tempo passa in fretta, playoff e playout sono quasi alla conclusione. E mentre diversi club già si muovono per allestire la prossima stagione (vedi Cerignola e Nocerina), nelle stanze di via Minniti tutto tace. A oggi, il Taranto non ha un nuovo direttore sportivo, un allenatore e, soprattutto, programmazione. Secondo i bene informati, nella mattinata di lunedì 22 maggio, Zelatore e Bongiovanni si sarebbero recati a Roma a caccia di sponsor e di uomini in grado di gestire "l'universo tecnico". Fosse vero, vuol dire che dagli errori collezionati in due anni proprio non riescono a imparare. Il calcio, lo ribadiamo, è un'arte semplice, ma va programmata con serietà, avvelandosi di professionisti. La strada da percorrere è questa e qualora si decidesse di non intraprenderla, meglio farsi da parte agevolando la cessione senza nulla a pretendere, anche in considerazione dell'esposizione debitoria. Insomma, Zelatore e Bongiovanni, se ci siete, battete un colpo! La città è stufa dei vostri silenzi...

DAMASCHI L'imprenditore di Cannara non sarà il salvatore della patria nè il socio forte tanto decantato. Qualora Damaschi decidesse di aiutrare l'attuale proprietà, lo farebbe tramite una forte sponsorizzazione, nulla più. 

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