(di Mimmo Galeone) Esattamente 48 anni fa, il 10 maggio 1978, l'Italia viveva uno dei momenti più drammatici della vita repubblicana. Il giorno precedente era stato ritrovato a Roma il corpo di Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate Rosse; nelle stesse ore, in Sicilia, la mafia assassinava Peppino Impastato, voce libera e coraggiosa contro Cosa Nostra.

In questo clima di dolore e tensione, e nella ricorrenza di San Cataldo (patrono cittadino) la storia calcistica tarantina, sul terreno di casa, al cospetto di quasi trentamila spettatori, visse una delle sue pagine più importanti e prestigiose.

Nel capoluogo jonico arrivò la Juventus, fresca vincitrice dello scudetto, conquistato pochi giorni prima al termine di un serrato duello con il Vicenza di Paolo Rossi. I bianconeri, allenati da Giovanni Trapattoni, per questa sfida del girone finale di Coppa Italia, si presentarono privi di diversi titolari, già in ritiro con la Nazionale italiana per preparare il Campionato mondiale di calcio che si sarebbe disputato in Argentina.

La compagine tarantina, spinta dal calore del pubblicò, giocò con coraggio e determinazione contro la blasonata avversaria. L'equilibrio si spezzò al 70', quando un giovanissimo Pierino Fanna beffò l'estremo difensore Buso (subentrato a Petrovic nell'intervallo) grazie anche ad una deviazione leggerissima di Giovannone. La squadra di mister Rosati tuttavia non si perse d'animo; e quando ormai la vittoria bianconera appariva certa si verificò l'episodio che fece esplodere la tifoseria tarantina.

A tempo scaduto, su un cross proveniente dalla destra, Federico Caputi con un preciso colpo di testa battè Alessandrelli, timbrando la rete dell'insperato 1-1. Senza ombra di dubbio un'esplosione di entusiasmo e una grande soddisfazione per tutto l'ambiente rossoblu. Dopo il pareggio ottenuto con il Milan nella gara inaugurale, il Taranto fermava anche la Juventus campione d'Italia, restando imbattuto e alimentando il sogno di continuare a stupire.

Quella giornata restò legata per sempre ad un contesto che superò l'evento sportivo. In un Paese attraversato da un momento così drammatico, lo stadio rimase, seppur solamente per novanta minuti, quasi in una sorta di spazio sospeso, come a voler esorcizzare l'angoscia di quei terribili giorni.

Stadio “Erasmo Iacovone” 10 maggio 1978 ore 16.30, Coppa Italia, girone finale.

TARANTO-JUVENTUS 1-1

RETI: 70' Fanna (J), 90' Caputi (T).

TARANTO: Petrovic (46' Buso), Giovannone, Cimenti, Panizza, Dradi, Nardello, Castagnini (72' Intagliata), Caputi, Gori, Selvaggi, Turini. All. Rosati. A disposizione: Buso, Capra, Intagliata, Nigro, Dellisanti.

JUVENTUS: Alessandrelli, Spinosi, Francisca, Furino, Morini, Miani, Fanna, Tolfo (46' Magnani), Boninsegna, Gasperini, Virdis (72' Schincaglia). All. Trapattoni. A disposizione: Marchese, Cascella, Magnani, Schincaglia, Lanni.

Arbitro: Mascia di Milano.

Note: spettatori paganti 28.464 per un incasso di 76 milioni di lire.