Omicidio Sako, esclusa aggravante futili motivi per i 4 minori
Su disposizione del gip, sono stati trasferiti in un IPM

I quattro minorenni indagati per l’omicidio di Bakari Sako, il 35enne maliano ucciso il 9 maggio nella Città Vecchia di Taranto, assisteranno al prosieguo delle indagini da un Istituto Penale per i Minorenni. Lo ha disposto Paola Morelli, gip del Tribunale per i Minorenni di Taranto, al termine delle udienze di convalida del fermo svoltesi nella mattinata di venerdì 15 maggio.
Il giudice non ha convalidato il fermo per l’assenza del requisito del pericolo di fuga, ma ha accolto la richiesta della Procura applicando la misura cautelare del collocamento in IPM. Secondo il gip sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza, elementi che sarebbero stati “confermati dalle dichiarazioni spontanee rese” dagli stessi ragazzi durante gli interrogatori.
Nell’ordinanza, il magistrato ritiene configurabile un dolo omicidiario, desunto, secondo quanto emerge, dal livello di intenzionalità dell’azione del gruppo, dalle modalità con cui sarebbe stata avviata l’intimidazione, dai mezzi utilizzati e dal comportamento tenuto dagli indagati dopo il delitto.
Il gip ha inoltre escluso, allo stato attuale, l’aggravante dei futili motivi nei confronti dei quattro minori, assistiti dagli avvocati Salvatore Maggio, Andrea Maggio, Pasquale Blasi e Fabio Falco. Una contestazione che, se confermata nel corso dell’eventuale processo, avrebbe potuto incidere sul quadro sanzionatorio.
Secondo il giudice, le esigenze cautelari sarebbero legate alle modalità e alle circostanze del fatto, descritto negli atti con dinamiche “tipiche del branco” e caratterizzato da un “disprezzo per una condizione umana di arrendevolezza e di sgomento”.