Atletica - Palmisano pronta per una Coppa Europa da protagonista

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Redazione
20.05.2017 15:06

Quinta ai Mondiali di Pechino, quarta ai Giochi di Rio, Antonella Palmisano (Fiamme Gialle) domenica 21 sarà ai  nastri di partenza della Coppa Europa di marcia a Podebrady (Rep. Ceca), nella gara dei  20 chilometri. 
La mottolese, fresca del primato nazionale sui 10.000 in pista, è probabilmente la più attesa di una squadra azzurra che consta di 18 azzurri, compresi i 6 giovani dei team under 20.
Il 41:57.29 del 23 aprile è un crono di rilievo internazionale. “A Orvieto ero spensierata - racconta al sito ufficiale della FIDAL - . Dopo tanti infortuni, affrontare una gara con spensieratezza una ben strana sensazione! Mi sono proprio divertita. Marciare sotto i 42 minuti sui 10.000 mi fa pensare di avere un bel margine anche sulla 20km. Gli allenamenti dicono che sto bene, quindi questa volta non ho scuse”.
Scuse? “Parlo di scuse proprio perché alle gare importanti sono sempre arrivata carica di problemi. Ma domenica non partirò con la paura di fermarmi al terzo chilometro, e il mio obiettivo non sarà più semplicemente di arrivare al traguardo. A livello cronometrico posso togliermi qualche soddisfazione".
Il suo miglior tempo di sempre è l’1h27:51 della Coppa del Mondo di Taicang, nel 2014. "Ovviamente spero in un nuovo primato personale - confessa a Fidal.it - . Ma non voglio volare troppo alto: noi atleti siamo creature strane, di fronte alle avversità lottiamo come leoni, ma a volte, quando non abbiamo ostacoli di fronte, ce li creiamo da soli”.
Quale sarà l’approccio alla gara? “Non penso mai alle avversarie, sulla linea di partenza è come se fossi sola. Poi inizio a lottare, anche gomito a gomito, ma il mio primo punto di riferimento sono io. A Podebrady andrò davanti e farò la mia gara, come sempre”.
Quali passaggi avete deciso con Patrizio Parcesepe? “Non li abbiamo decisi, ci affidiamo sempre alle sensazioni: io sento d’istinto quando è il momento di cambiare passo e non voglio deciderlo prima. Patrick mi conosce e mi asseconda. In questi giorni mi dice di stare serena, di fare quello che so. Io sono un po’ spaesata perché in questa stagione sta andando tutto bene e questo è molto… strano. Così lui deve spiegarmi che sì, è così che dovrebbe essere, è questa la normalità di un'atleta”.
Perché la normalità è straordinaria? “Gli ultimi anni sono stati pieni d’infortuni, e mi sono sempre presentata alle gare importanti in debito di qualcosa. Spesso con una preparazione a spizzichi e bocconi. Ai Mondiali di Pechino venivo da 20 giorni senza marciare, e sono arrivata quinta. Alle Olimpiadi di Rio, senza preparazione invernale e con alcuni infortuni a giungo, sono arrivata quarta. Ora per la prima volta mi ritrovo ad essere in una condizione ‘normale’.
Un’atleta ‘normale’, con una preparazione ‘normale’. Quasi non mi oriento”.
Sarà la tua sesta volta a Podebrady. “Sono felice soprattutto di tornare in Coppa Europa, mi è sempre piaciuta tanto perché è anche una gara di squadra. In verità nella rassegna arrivo da prestazioni non esaltanti: nel 2013 a Dudince mi sono ritirata, la ricordo come una giornata no. Nel 2015 a Murcia ero infortunata, ma ci sono andata lo stesso per tifare i miei compagni. È ora di dare una svolta!”.
Il fiore da mettere fra i capelli è pronto? “Certamente. Userò quello azzurro-Italia, quello che porto sempre in Coppa. Olimpiadi e Mondiali invece hanno un fiore speciale, con i colori della nazione ospitante. A Rio era giallo e verde, che poi sono anche i colori delle Fiamme Gialle. Li prepara con cura mia madre, a mano. Sono il mio portafortuna da sempre”.
Una famiglia in marcia? “A Podebrady verranno anche il mio compagno Lorenzo (il marciatore azzurro Dessi ndr) e mio padre, che si chiama Carmine, abita a Mottola e non viaggia quasi mai. È venuto solo agli Europei di Zurigo, lo ricordo a bordo percorso che mi incitava senza soste. Tifava come si tifa in curva alle partite di calcio, urlando addirittura più del mio allenatore! Mette passione in ogni cosa che fa. Ci assomigliamo più di quello che voglio ammettere: entrambi del segno zodiacale del leone, ci scontriamo di continuo perché vogliamo sempre avere ragione”. Continua Antonella: “Mamma e papà non sono venuti a Rio, hanno guardato la gara in TV. Qualcuno gli ha fatto un video durante la 20 chilometri: mamma immobile e ammutolita, con le lacrime agli occhi, e papà che urlava come un pazzo. Sono così felice di renderli orgogliosi”.
Com'è la tua giornata tipo? “Qui a Castelporziano, nel Centro Sportivo delle Fiamme Gialle, ho tutto quello che mi serve. Dopo l'Olimpiade io e Lorenzo finalmente abbiamo preso una villetta a pochi chilometri dal campo. Di solito faccio il primo allenamento la mattina, oggi per esempio ho fatto qualche ripetuta sui 300 metri giusto per far girare un pochino le gambe a poche ore dalla gara. Poi pranzo in caserma, faccio il secondo allenamento evado a casa da Hero, il nostro cucciolo di husky che è l’ultimo arrivato in famiglia. Mi mancherà in questi giorni, e al mio ritorno, già lo so, fingerà di piangere. La sera invece cucino io. Una volta ai fornelli ero un disastro, ora comincio a migliorare. Ho imparato a cucinare anche la focaccia”.
Perché il tuo cane si chiama Hero? "E' un regalo di papà, che ha un allevamento di husky. Quand'è nato era molto gracile, aveva le zampe deboli e non riusciva nemmeno a camminare. Il veterinario era pessimista, ma io e Lorenzo l'abbiamo portato a casa e ci siamo presi cura di lui con tanto amore. Un po' alla volta Hero è migliorato, e ora corre che è un piacere. Il nome è venuto da lì.
Testardo e capace di rimettersi in piedi contro ogni previsione: Hero è proprio il mio cane". 
Elisa Rigaudo si è ritirata dall’agonismo da pochi mesi. Ti manca? “Ci sentiamo spesso, ci siamo viste pochi giorni fa qui in caserma, quando Elisa ha ricevuto il saluto delle Fiamme Gialle. Mi ha trasmesso tanta serenità. Allenarmi con lei è stato un privilegio. Ora sto cercando di rubarle il segreto della sua tranquillità prima delle gare. Elisa in questo è straordinaria, anche a Rio non ha mai mostrato un minimo d’apprensione. Non potevo crederci, le ho chiesto: come fai a essere così serena?? Lei ha risposto che a quel punto, a pochi giorni dalla gara, hai già fatto tutto quello che dovevi fare; che il trucco è stare tranquille fino alla linea di partenza, e poi scatenarti in gara, sprigionando tutta l’energia e la voglia di vincere che hai accumulato dentro di te. Certo, lei ha molta più esperienza di me… ma ci arriverò anche io”.
Podebrady sarà la prima e ultima 20 chilometri prima dei Mondiali in agosto. "Cerco di non pensarci troppo. Dal 20 giugno torniamo a Roccaraso per 20 giorni di raduno, come da tradizione. Londra? Con l’atletica sto vedendo il mondo… ma lì non sono mai stata. Spero di andarci e di… divertirmi”.

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