Salvatore Mattia (foto Todaro/AntennaSud)
Salvatore Mattia (foto Todaro/AntennaSud)

Il dibattito sul collegamento Frecciarossa da e per Taranto torna al centro dell’attenzione con una nota di Salvatore Mattia, segretario regionale di Socialismo XXI Puglia, che punta l’attenzione sul rapporto tra investimenti infrastrutturali, costi del servizio e diritto alla mobilità dei cittadini.

Per Mattia, un convoglio non può essere definito realmente ad alta velocità soltanto per l’aspetto esteriore o per il comfort offerto. Se la linea ferroviaria tra Taranto e il punto di innesto con la rete AV, verso Salerno o Napoli, non consente velocità elevate, il Frecciarossa finisce per viaggiare con prestazioni assimilabili a quelle di un treno regionale o Intercity, pur mantenendo un costo sensibilmente più elevato per i passeggeri.

Nella riflessione vengono messe a confronto due diverse impostazioni. Da una parte c’è la logica del mercato, sostenuta da Trenitalia e da chi ritiene opportuno il cofinanziamento regionale delle tratte considerate poco redditizie. In questo modello i Frecciarossa, essendo servizi commerciali, devono sostenersi attraverso la vendita dei biglietti; quando la domanda non è sufficiente, la Regione può intervenire economicamente per garantire il collegamento. Secondo questa visione, in attesa del completamento delle grandi opere infrastrutturali, è comunque preferibile assicurare un collegamento diretto senza cambi, evitando un ulteriore isolamento del territorio.

Mattia evidenzia invece quelli che definisce i principali limiti di questo sistema. A suo giudizio il cittadino paga un biglietto da alta velocità senza beneficiare di tempi di percorrenza realmente competitivi. Inoltre, l’utilizzo di risorse regionali per sostenere un servizio commercialmente debole rischierebbe di sottrarre fondi destinabili al potenziamento del trasporto locale, dei collegamenti pendolari e delle coincidenze ferroviarie.

Il segretario regionale di Socialismo XXI Puglia individua quindi nella modernizzazione della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Salerno la priorità assoluta. Solo attraverso un intervento strutturale sulla rete, sottolinea, sarà possibile ridurre sensibilmente i tempi di viaggio, rendere il servizio realmente attrattivo e consentirne la sostenibilità senza ricorrere a contributi regionali.

La conclusione della nota è netta: il confronto politico non dovrebbe limitarsi alla presenza di un treno simbolo, ma concentrarsi sulla necessità di investire nelle infrastrutture ferroviarie del Mezzogiorno. Solo così, osserva Mattia, sarà possibile superare l’isolamento di Taranto e garantire ai cittadini un servizio realmente efficiente.