Quell'angolo di mondo che più d'ogni altro m'allieta…”. È in questi termini che si esprimeva, ormai più di duemila anni fa, il poeta latino Quinto Orazio Flacco all’interno delle sue Odi, in riferimento alla perla ionica della Magna Grecia.

A distanza di due millenni, Taranto conserva la sua naturale e indiscussa bellezza, seppur martoriata dall’inquinamento e dall’accumulo di scelte sbagliate. È di fatto, tra le tante bellezze della terra pugliese, una delle poche che ha risentito meno dell’intervento dell’uomo in riferimento al litorale – termine sconosciuto ai tarantini, che preferiscono chiamarla litoranea. Sia chiaro: di case sul mare se ne sono costruite fin troppe e le attrattive estive non mancano, ma a Taranto non è raro imbattersi in chilometri di costa fronteggiati dalle dune di sabbia, dove non figura null’altro, se non la natura e le dimore estive.

Gallipoli, Otranto, Santa Maria di Leuca, Polignano a Mare… qualcuno direbbe che si sono evolute, che hanno conosciuto il progresso del turismo di massa, ed è sicuramente vero. Ma è doveroso riconoscere a Taranto il dono di essere rimasta immutata, andando avanti ma non troppo, preservando quell’aspetto innato di perla naturale.

In un mondo in cui tutto è cambiato e si vive con lo smartphone perennemente in mano, come se fosse un'appendice anatomica degli anni 2000, sulle rive del mare di Taranto è possibile ritrovare la pace, riscoprire la bellezza di una chiacchierata o la propria solitaria individualità, rimanendo comodamente distesi in sdraio a godersi l'abbraccio di un buon libro o a scrollare le pagine dei social.

E proprio quello smartphone, ormai compagno inseparabile di ogni ombrellone, è diventato negli ultimi anni anche una piccola finestra di intrattenimento digitale: c'è chi lo usa per restare aggiornato, chi per ascoltare musica, e chi si concede una puntata occasionale alle slot bonus senza deposito immediato, tra un tuffo e l'altro. Un passatempo come un altro, prima di concludere la giornata con una ricca “pizza e birra” o un film sul divano.

La gente della notte è sempre la stessa…

Qui autoctoni e turisti ritrovano la pace, il vero relax, ma è pur vero che “la gente della notte” – come la definiva Jovanotti nei ’90 – non cambia mai, è sempre la stessa, a caccia di divertimento e al riparo dallo stress quotidiano.

Ed ecco che sulla litoranea – e da un bel po’ di anni anche nel centro città – compaiono locali di ogni tipo, per gustare un semplice drink o la cucina tipica locale, per abbandonarsi al karaoke della bella stagione, alle danze di ogni genere o semplicemente ad una serata tra amici, in riva ad un mare che nulla ha da invidiare a Caraibi e Polinesia.

Non mancano gli eventi estivi e anche qui il panorama delle scelte, non solo numericamente, è variegato: se da un lato abbiamo coloro che aspettano con ansia le serate sfrenate del Taranto Beer Fest, dall’altro c’è chi ritrova il connubio perfetto tra tradizione e innovazione – cit. – nelle serate concertistiche del Magna Grecia Festival, patrocinato dal Comune di Taranto.

Il sole bacia… tutti!

“Si muove la città…”, cantava Lucio Dalla in una delle sue più intense interpretazioni.

Ed è vero, Taranto è viva, tra mille problemi e molteplici castrazioni sociali, ma è viva.

I giochi del Mediterraneo la illumineranno a livello internazionale, accompagnandoci alla fine di un’estate di fuoco e gridando al mondo che Taranto esiste.  

Le buone forchette rimarranno affascinate dall’arte culinaria a base di pesce.  

Gente di tutte le età trascorrerà nella “Città dei due mari” l’intera stagione, respirando un’aria che si porterà addosso per sempre, come ricordano tutti gli italiani che nei decenni hanno visitato Taranto per “fare il militare” e non l’hanno più dimenticata.

Ma i due protagonisti, che occuperanno gran parte delle nostre giornate, dal primo mattino sino al tramonto, rimarranno sempre gli stessi: il sole e il mare… e forse, se a farla da padroni sono due elementi di madre natura ben più vecchi dell’uomo, è meglio così!