Ex Ilva: Baccaro, ‘Sentenza Consiglio di Stato crea ulteriore confusione’

Nota del coordinatore provinciale di Sinistra italiana

CRONACA
23.06.2021 22:13

La sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha respinto l’Ordinanza del Sindaco di Taranto, stabilendo che l’area a caldo dell’ex ILVA, non ravvisandosi ulteriori pericoli per la salute e per l’ambiente, può rimanere aperta, aggiunge ulteriore confusione rispetto alla vicenda in questione. Il Consiglio di Stato ha ulteriormente rafforzato quello che è evidente e cioè che le competenze per definire la vicenda dell’acciaieria tarantina fanno capo allo Stato e quindi al Governo. Per questo motivo, ancora una volta, ci chiediamo perché il Ministero dell’Ambiente ed il Governo continuino a non fare la Valutazione dell’Impatto e del Rischio Sanitario che va reintrodotta nella procedura Autorizzativa (AIA) dell’ex ILVA? Nonostante i dati emersi dalla Valutazione Sanitaria effettuata dall’ARPA, che indicava l’incompatibilità tra la produzione, anche dimezzata a 6 milioni di tonnellate annue di acciaio, con questa tecnologia, e la tutela della salute pubblica; nonostante la sentenza di primo grado del processo ambiente svenduto, che conferma l’esistenza di nocumento per la salute pubblica e per l’ambiente, tanto da disporre il sequestro degli impianti, anche se rimanda il tutto alla sentenza definitiva; nonostante  la Città di Taranto continui ad essere mortificata, sia sul piano della garanzia occupazionale, proprio in riferimento a quella fabbrica, sia sul piano della tutela della salute; nonostante tutto questo, il Governo non produce gli atti conseguenziali, e non si affida alla scienza ed alle procedure delineate dai suoi stessi Organi di consulenza, come ARPA ed ISPRA. Cosa attende ancora per procedere con la Valutazione dell’Impatto e del Rischio Sanitario? Eppure, come si può facilmente comprendere, questa è l’unica procedura esistente per mettere gli Enti pubblici, e la stessa azienda, nelle condizioni di prendere decisioni su quello che si dovrà fare e su chi debba farlo.Occorre ristabilire un percorso lineare e chiaro ed a farlo deve essere lo Stato, che non può lasciare una comunità in perenne stato di crisi e di conflitto istituzionale e sociale, fino a quando il mercato non decide in base alle esigenze dei suoi operatori cosa fare della produzione e, quel che è peggio, di conseguenza, delle condizioni di vita di un’intera area del Paese. (Per il Coordinamento Prov Sinistra Italiana Maurizio Baccaro)

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