Taranto, il camper che non trova casa
(di Antonello Giusti) Taranto si prepara ad ospitare i XX Giochi del Mediterraneo, dal 21 agosto al 3 settembre 2026, e con essi migliaia di visitatori. Ma per chi viaggia in camper, la città continua a non avere una risposta.
Abbiamo intervistato Max Perrini, che negli anni '90 dirigeva il Club Campeggiatori Jonici di Taranto, e Stefano Censini, neo presidente dell'Unione Club Amici, la federazione nazionale del turismo itinerante, per fare il punto sui problemi del turismo itinerante a Taranto e sulla mancata realizzazione di un'area di sosta camper in città.
Intervista a Max Perrini
Partiamo dall'inizio: quando nasce l'area di sosta di via Mascherpa? “Nel 1999, quando dirigevo il Club Campeggiatori Jonici di Taranto, fui coinvolto nella progettazione dell'Area di sosta per il Turismo Itinerante in via Mascherpa, vicino al Parco Archeologico delle Mura Greche e alle scuole dell'Aeronautica Militare e della Marina. Il progetto era dell'architetto Vincenzo De Palma, con l'assessore Giuseppe Scarlino. Grazie alla presenza di quegli enti militari e del parco archeologico, il Comune ottenne un finanziamento europeo, il POM 2000/2006, e l'opera fu inaugurata nel 2000 da un commissario prefettizio“.
E da lì cosa è successo? “Ventisei anni di gestioni altalenanti: prima il Club Campeggiatori Jonici, per meno di due anni, poi un'agenzia di viaggi che l'aveva trasformata in punto di scambio per le navette verso Bari e Brindisi. Da allora nessuna amministrazione ne ha garantito la continuità né la plurifunzionalità: il fatto che, per la sua posizione strategica, quell'area potesse servire a più scopi insieme. Come associazioni, locali e nazionali, lo abbiamo sempre sostenuto, evidentemente senza essere abbastanza convincenti“.
Chi ha portato avanti la battaglia più di recente? “Il presidente del Club Campeggiatori «Nino D'Onghia», il geometra Mario Sebastiano Alessi, che ha moltiplicato incontri istituzionali senza scalfire quello che si definisce l'ostracismo e il muro di gomma del Comune”.
Perché la vicenda torna d'attualità proprio ora? “Perché tra pochi giorni Taranto ospiterà i Giochi del Mediterraneo e la città non ha un approdo per i turisti itineranti che vorrebbero arrivare coi propri mezzi. Alessi sperava, sulla base di rassicurazioni ricevute da una persona vicina al commissario Massimo Ferrarese, che l'area fosse agganciata a uno degli oltre 45 progetti sportivi in completamento, o quantomeno patrocinata da Palazzo di Città. Non è successo: l'ennesima bufala, per usare le sue parole. P
Ci riassume gli ultimi anni? “A giugno 2021 viene aggiudicata la gara per la ristrutturazione dell'area. Cade la giunta Melucci, il progetto si blocca. Rieletto il sindaco a giugno 2022, il Comune aliena inspiegabilmente l'area, e a una lettera aperta di chiarimento inviata ad aprile 2023 non arriva mai risposta. A gennaio 2024 segnaliamo un nuovo sito al Parco Cimino: viene affidato un incarico a un ingegnere a ottobre 2024, il progetto arriva in commissione comunale a gennaio 2025, ma il 21 febbraio 2025 la giunta Melucci cade di nuovo. Si torna al punto di partenza”.
E con la giunta Bitetti, insediata a giugno 2025? Solo un cenno di approccio e un incontro mai avvenuto. Di recente abbiamo incontrato Giorgia Gira, presidente di Kyma Mobilità, insieme al vicesindaco Mattia Giorno: solo promesse fumose su una possibile area in zona Cimino“.
Nel frattempo l'area di via Mascherpa? “Dopo oltre 18 anni di abbandono, ad agosto 2025, in appena venti giorni, è fiorita per ospitare la Taranto Beer Fest: iniziativa bella e apprezzata, su cui nulla da eccepire. Ma quello stesso sito era nato nel 1999 proprio per dotare Taranto di un'area camper, con un investimento di circa due miliardi di vecchie lire, svanito tra bollicine, fumi e fiumi di birra. Ora si parla già di una nuova edizione 2026, con gli stand dello scorso anno lasciati apposta in sito, mentre l'area è rimasta chiusa il resto dell'anno“.
Non sarebbe stato meglio renderla disponibile 365 giorni l'anno, magari accogliendo anche eventi a spot come la Beer Fest? “Una domanda scomoda. Me la pongo anch'io. Forse il Palazzo non ha una spiccata capacità cognitiva su questo tema. Ma la colpa, in fondo, è forse anche nostra: siamo un'associazione locale, apolitica e senza finanze da investire. Solo passione e determinazione“.
Intervista a Stefano Censini, presidente nazionale Unione Club Amici
Come guarda da un osservatorio nazionale alla vicenda di Taranto? “Ogni estate si ripete lo stesso copione: ci si lamenta dei camperisti, delle soste improprie, dell'assenza di regole, ma si continua a negare alla città lo strumento più semplice per governare il fenomeno, un'area di sosta moderna e regolamentata. È una contraddizione evidente: non si può pretendere ordine senza un luogo dove sostare nel rispetto delle regole, né parlare di sviluppo turistico senza un'infrastruttura ormai presente nella quasi totalità delle città che credono nell'accoglienza. Con l'iniziativa «Comune Amico del Turismo Itinerante» lavoriamo a livello nazionale su un circuito di aree segnalate da un cartello da noi ideato: il turismo itinerante produce economia concreta per i territori“.
Come definirebbe la vicenda di Taranto? “Ha i contorni di una vera telenovela: dal recupero di via Mascherpa ai nuovi progetti, dai siti alternativi agli incarichi professionali, gli ultimi vent'anni sono stati scanditi da annunci e impegni senza seguito, mentre l'area originaria è finita per ospitare eventi come la Beer Fest. Nulla da eccepire su questo, è diritto dell'amministrazione animare la città. Ma la domanda resta: perché ciò che si realizza in poche settimane per una kermesse non è stato possibile farlo in vent'anni per restituire a Taranto un'area di sosta vera, utilizzabile tutto l'anno e utile anche alla Protezione Civile? Qui sta la vera incoerenza“.
Cosa rappresenta un'area di sosta per una città? “Non un privilegio per i camperisti, ma uno strumento di governo del territorio: regolamenta le soste, tutela il decoro urbano, genera economia locale. È la soluzione al problema, non il problema. Rinviarla favorisce proprio ciò che si dice di voler contrastare: abusivismo e assenza di regole. È una questione di credibilità delle istituzioni”.
Un riconoscimento a chi ha portato avanti la battaglia sul campo? Un sincero ringraziamento a Mario Sebastiano Alessi, che da anni porta avanti questa causa con competenza e determinazione, tenendo viva l'attenzione su una vicenda che rischiava di essere dimenticata“.
Cosa serve ora? “Non può più essere la battaglia di una sola associazione locale. Serve una sinergia nazionale, a cui l'Unione Club Amici, nata trent'anni fa e di cui fa parte anche il Camper Club «Nino d'Onghia», non intende sottrarsi. Mi auguro che federazioni, associazioni di categoria, operatori turistici e stampa specializzata uniscano le forze perché Taranto esca da un immobilismo che dura da troppo tempo”.
Una battuta finale? “Taranto ha un patrimonio straordinario e merita di essere amministrata con visione e continuità, non solo in occasione dei grandi eventi. Il turismo itinerante non chiede privilegi, ma solo di poter sostare in luoghi idonei, nel rispetto delle regole. E ha tutto da guadagnare da una scelta che altre città italiane hanno già fatto con successo, ottenendo il riconoscimento di ”Comune Amico del Turismo Itinerante’”
