Licenziamento illegittimo: operaio Arif reintegrato

Un operaio Arif, licenziato dopo essere stato ritenuto inidoneo allo svolgimento delle proprie mansioni per alcune patologie, dovrà essere reintegrato sul posto di lavoro. A stabilirlo è stata la sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce, che ha accolto l’appello presentato dagli avvocati Fabrizio Del Vecchio e Antonello Schinaia, dichiarando illegittimi sia la sospensione cautelativa sia il successivo licenziamento.
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Secondo i giudici di secondo grado, la sospensione cautelare è stata adottata in modo non conforme. Il provvedimento, finalizzato a garantire la sicurezza del dipendente o di terzi prima degli accertamenti sanitari, nel caso specifico sarebbe stato disposto circa nove mesi dopo l’esito dei controlli medici, senza il rispetto del procedimento previsto.
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La Corte ha inoltre ritenuto illegittimo il licenziamento, ricordando che, in caso di sopravvenuta inidoneità alle mansioni, il datore di lavoro deve tentare il recupero del dipendente, anche assegnandolo a mansioni inferiori, oppure dimostrare l'impossibilità di una diversa collocazione. Secondo la sentenza, Arif non avrebbe fornito un'adeguata prova delle motivazioni poste a fondamento del recesso.
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Al termine del procedimento giudiziario, il lavoratore ha ottenuto il reintegro e il diritto al pagamento delle retribuzioni maturate dal licenziamento fino al rientro in servizio. «Giustizia è fatta», ha dichiarato l'avvocato Fabrizio Del Vecchio. «Il lavoratore è in attesa di riprendere il servizio e di ricevere 3 anni di arretrati retributivi e contributivi».