Michael Flacks (Foto Wikipedia)
Michael Flacks (Foto Wikipedia)

Il gruppo Flacks rompe il silenzio sulla trattativa per l’ex Ilva, criticando duramente le condizioni poste dai commissari straordinari e definendole “irricevibili” perché non in linea con le reali dinamiche del mercato.

Al centro della contestazione c’è il nodo del finanziamento bancario: “Nessun istituto di credito tra i numerosi contattati negli scorsi mesi sarebbe oggi disposto a concedere prestiti di questa natura”, sottolinea la società, evidenziando le incertezze giudiziarie sugli impianti e il costo dell’energia ancora indefinito.

Flacks propone quindi una soluzione alternativa: “Lo Stato dovrebbe erogare un vendor loan temporaneo, della durata di sei mesi o al massimo un anno”, necessario per riavviare gli impianti e dimostrare la sostenibilità operativa prima dell’intervento delle banche.

La società rivendica inoltre la propria posizione nella procedura, ricordando di essere stata “l’unico soggetto formalmente designato in via esclusiva a trattare con il governo”, e si dice pronta a pareggiare eventuali offerte concorrenti, come quelle del gruppo Jindal.

Infine, apertura al confronto con i sindacati e promessa di nuove garanzie patrimoniali: “La partita per il futuro di Ilva è tutt’altro che chiusa”, conclude la nota, lasciando intravedere sviluppi ancora incerti.