Coronavirus: Grottaglie, allarme dispositivi protezione in ospedale e studi medici

A lanciarlo è la segreteria di Sud in Movimento

CRONACA
Iv.
06.04.2020 22:54


Di fronte a moltissimi operatori sanitari, medici di base e pediatri, contagiati in Italia, alcuni dei quali morti, si impone una riflessione seria sul fatto che ci sia una grossa mancanza per ciò che riguarda la protezione individuale, anche perché alcuni contagi si sono sviluppati proprio all'interno di strutture ospedaliere. Appare evidente come, in questa triste storia, il tributo pagato dal personale sanitario sia notevolmente pesante. In ragione di tutto ciò ci appaiono largamente insufficienti le dotazioni dei dispositivi di protezione individuale di cui sono dotati gli operatori del nostro Ospedale San Marco, dei medici di base e dei pediatri. Ad oggi non si conoscono ancora le modalità e i tempi di distribuzione dei DPI per il personale sanitario tant’è che esiste una persistente insufficienza di mascherine, tute anticontaminazione e occhiali protettivi. In questi giorni sono state numerose le “denunce” da parte di numerosi operatori che ribadiscono il sacrosanto diritto di lavorare in piena sicurezza, preoccupati anche del fatto che al “San Marco” arrivano pazienti da altri presidi ospedalieri e per i quali non è previsto nemmeno il tampone faringeo come principale misura di sicurezza per gli operatori e per gli stessi ricoverati. Non è sicuramente una situazione da sottovalutare ed è per questo che chiediamo agli organi di stampa di sostenere i medici e gli infermieri per rendere note le condizioni in cui operano. Inoltre chiediamo, in primis al Presidente della Regione Michele Emiliano e al direttore generale dell’ASL/TA Stefano Rossi, di intervenire immediatamente fornendo quanto prima tutti i DPI necessari alla nostra struttura per consentire di operare in piena sicurezza e di fornirli allo stesso tempo anche ai medici e pediatri di base. Non sappiamo quanto durerà l'emergenza ed è per questo che reputiamo gravissima la mancanza dei dispositivi di protezione all’interno di una struttura ospedaliera che come sappiamo, da piano di riordino, ospita pazienti lungo degenti i quali necessitano di cure e attenzioni continue; ma affinché questo avvenga è necessario mettere in sicurezza gli operatori. (Sud in Movimento - Segreteria)

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