L’iniziativa dell’imprenditore stattese Angelo Fedele: una creazione non destinata alla vendita, pensata come simbolo di accoglienza e tributo alla città dei Due Mari 

Un impasto rosso ottenuto senza l’utilizzo di coloranti alimentari, ma con concentrato di pomodoro 100% italiano, accompagnato da pesto di basilico fatto in casa, mozzarelline locali e foglie di basilico biologico. Nasce così la “frisella mediterranea”, la nuova creazione dell’imprenditore stattese Angelo Fedele, conosciuto sui social come il “Mago dei Biscotti”.

L’idea nasce come omaggio agli atleti e alle delegazioni sportive provenienti dai diversi Paesi del Mediterraneo che arriveranno a Taranto in occasione dei Giochi, ma anche come tributo alla città dei Due Mari e all’Italia. Colori, ingredienti e presentazione richiamano infatti il tricolore e il blu del mare, unendo in un solo prodotto alcuni dei simboli più riconoscibili del territorio.

«Per omaggiare ho creato una frisella rossa, condendola con mozzarelle e pesto di basilico: semplice e sicura come la nostra Italia. L’idea era quella di adagiarla su questo blu intenso perché fosse un tributo duplice: al mare cristallino che bagna la mia Taranto e all'azzurro orgoglioso dell'Italia, pronta a celebrare i Giochi del Mediterraneo», ha spiegato Fedele.

La “frisella mediterranea” non sarà destinata alla vendita. La sua realizzazione ha infatti un valore esclusivamente simbolico: celebrare Taranto, l’Italia, gli atleti e l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, attraverso uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione gastronomica pugliese.

La scelta della frisella non è casuale. Un alimento semplice, profondamente legato alla cultura popolare del territorio, che nell’idea di Fedele diventa anche un simbolo dell’accoglienza e della generosità tarantina.

«Abbiamo pensato alla frisella perché è uno dei prodotti tipici della nostra terra. Rappresenta la Puglia, rappresenta Taranto. Rappresenta la genuinità e il cuore buono dei tarantini, pronti ad accogliere e a donare ciò che possiedono. E questo non poteva non farmi pensare a una frisella, un piatto povero, ma allo stesso tempo ricco della nostra storia, della nostra cultura, del nostro sud».