Lavoro in Puglia, Vozza: “Il problema è il sistema, non i giovani”

In Puglia cresce il divario tra domanda e offerta di lavoro. Le imprese segnalano difficoltà nel reperire personale, ma secondo Manuel Vozza, rappresentante degli studenti a livello regionale, la questione va letta in modo più profondo, evitando semplificazioni.
I dati diffusi da Unioncamere e CISL Puglia evidenziano un disallineamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul territorio. Un fenomeno che si inserisce in un contesto segnato anche da condizioni lavorative spesso precarie e poco attrattive.
«Non siamo davanti a giovani che non vogliono lavorare – afferma Vozza –. Quando imprese e ragazzi non riescono a incontrarsi, significa che il sistema non funziona».
Al centro della riflessione c’è il rapporto tra scuola, formazione e mondo del lavoro. Secondo il rappresentante degli studenti, molti giovani arrivano al termine del percorso di studi senza strumenti adeguati per orientarsi e senza un contatto reale con le opportunità professionali.
Parallelamente, anche le offerte di lavoro non sempre risultano adeguate. «Bisogna avere il coraggio di dire che non tutte le opportunità sono realmente accessibili o sostenibili per i giovani», sottolinea, facendo riferimento a condizioni economiche e contrattuali spesso poco competitive.
Il collegamento tra istruzione e occupazione, osserva, resta debole e frammentato, mentre le esperienze proposte risultano spesso episodiche e poco incisive.
Per Vozza è necessario un cambio di approccio: percorsi più strutturati, maggiore integrazione tra scuola e lavoro e un miglioramento concreto delle condizioni occupazionali, così da ridurre il divario tra formazione e impiego.
Una riflessione che si inserisce in un quadro complesso, dove alle difficoltà segnalate dalle imprese si affiancano quelle vissute quotidianamente dai giovani nel tentativo di costruire un futuro stabile senza dover lasciare il proprio territorio.