Aeroporto Grottaglie, Confartigianato: “Taranto deve diventare una vera destinazione”
dipino:%20%E2%80%9CBene%20i%20passi%20avanti%20sull%E2%80%99Arlotta,%20ma%20servono%20collegamenti,%20accoglienza,%20servizi%20e%20imprese%20pronte%20a%20trasformare%20i%20nuovi%20flussi%20in%20economia%E2%80%9D
L’eventuale apertura dell’aeroporto di Grottaglie ai voli passeggeri può rappresentare una svolta, ma soltanto se Taranto riuscirà a farsi trovare pronta. È il messaggio lanciato da Confartigianato Taranto, che accoglie positivamente le novità riguardanti il “Marcello Arlotta” e invita istituzioni e sistema economico a utilizzare questa fase per organizzare servizi, mobilità e accoglienza.
Il riferimento è all’avvio del collegamento cargo con Istanbul, previsto dal 3 ottobre, e all’annuncio della Regione Puglia di un avviso pubblico per verificare l’interesse delle compagnie aeree verso collegamenti passeggeri da e per Grottaglie. Sullo sfondo resta anche la prospettiva di valutare la continuità territoriale verso Roma e Milano Linate.
“Non aspettiamo l’arrivo dei voli”
Per Confartigianato, l’aeroporto può migliorare accessibilità e attrattività del territorio, ma sul fronte turistico l’infrastruttura da sola non basta. “Abbiamo chiesto per anni che Taranto fosse più facilmente raggiungibile. Ora dobbiamo fare in modo che chi arriva trovi una destinazione organizzata”, afferma Alessandro Dipino, rappresentante del Coordinamento Settore Turismo di Confartigianato Taranto.
“Sarebbe un errore aspettare l’attivazione dei voli per chiederci come accogliere chi arriverà. Questo tempo va utilizzato bene: l’aeroporto può portarci nuove opportunità, ma spetta al territorio costruire le condizioni perché producano economia e lavoro”.
Mobilità e accoglienza tra le priorità
Il primo nodo indicato è quello dei collegamenti. Chi atterra a Grottaglie, secondo Confartigianato, deve poter raggiungere con facilità Taranto, la stazione ferroviaria, il porto e progressivamente le principali destinazioni turistiche della provincia. “Per chi arriva senza automobile, l’ultimo miglio non può diventare il primo problema del viaggio”.
Accanto alla mobilità c’è poi il tema della capacità ricettiva. L’associazione invita a verificare se l’offerta alberghiera ed extralberghiera sia adeguata a una possibile crescita dei flussi e a intervenire su servizi, informazione, segnaletica, decoro e fruibilità della città.
Dalle crociere alle botteghe, l’obiettivo è trattenere la spesa
Il ragionamento viene esteso anche al turismo crocieristico. Per Confartigianato, lo sbarco deve trasformarsi in un’occasione per far vivere la città attraverso eventi, cultura, botteghe, ristorazione, percorsi ed esperienze compatibili con i tempi di permanenza delle navi.
In questo quadro viene richiamata anche la rigenerazione della Città Vecchia, da collegare a turismo, residenza, artigianato, servizi e attività economiche. “A noi non interessa soltanto avere più persone che arrivano. Ci interessa che una parte crescente della spesa generata dal turismo rimanga sul territorio: nelle botteghe artigiane, nella ristorazione, nel commercio, nei servizi, nelle strutture ricettive, nelle guide e nelle produzioni locali”.
“Il turismo ha bisogno di professionalità”
Confartigianato chiede inoltre che l’offerta turistica diventi più semplice da conoscere, raggiungere, prenotare e acquistare, trasformando le risorse già presenti in esperienze concretamente fruibili. “Il turismo ha bisogno di professionalità, non di improvvisazione. Anche le imprese devono prepararsi: artigiani, ristoratori, commercianti, guide e operatori dell’accoglienza devono poter intercettare questa nuova domanda. Taranto possiede già moltissimo. La sfida è rendere sempre più fruibile questa ricchezza e costruire intorno ad essa un’offerta turistica organizzata e professionale”.
L’associazione invita infine Comune di Taranto, Regione Puglia, Aeroporti di Puglia e sistema economico a definire già da ora obiettivi, responsabilità e tempi. L’obiettivo, sottolinea Confartigianato, non dovrà essere soltanto contare i passeggeri transitati dall’Arlotta, ma misurare quanti raggiungeranno Taranto e la provincia, quanto resteranno e quale ricaduta economica produrranno sul territorio.