CGIL: “Taranto ancora non accessibile per i diversamente abili”

Si dice CUDE (Contrassegno Unico per i Disabili) ma si legge libertà di movimento anche se si ha una disabilità grave e si vuole uscire da casa.
Il consiglio comunale di Taranto ha approvato il nuovo regolamento CUDE, modificando ad esempio gli articoli che rendevano impossibile il rilascio del contrassegno ad un cittadino con disabilità, residente nella zona di Lama.
Questa piccola storia si risolve con un provvedimento amministrativo che è costato impegno, dedizione e grande forza da parte del cittadino disabile e della moglie caregiver, sostenuti dalla CGIL, dall’opinione pubblica e dalla stampa che ha saputo dar voce a questa ingiustizia - dice Tiziana Ronsisvalle, segretaria confederale della CGIL di Taranto – e partendo da questa incresciosa vicenda avevamo anche chiesto un incontro al Comune e all’assessora al ramo per dare voce a tutti coloro che quella forza non ce l’hanno ma che vivono in condizioni di isolamento, segregazione ed esclusione involontari, proprio in virtù di una accessibilità mai realizzata.
Perché se è vero che quel cittadino ora potrà delegare la moglie al ritiro del contrassegno che serve allo stallo sotto casa della propria vettura, è anche vero - continua Ronsisvalle - che l’accessibilità dell’intera città ha falle enormi in tutti i quartieri.
Eppure il rendiconto INPS torna ad essere un valido compendio di informazioni anche per chi amministra – aggiunge il segretario generale della CGIL Taranto, Giovanni D’Arcangelo – e il numero di pensioni di invalidità (oltre 17.000) lasciano evidentemente comprendere ai più attenti come il processo di accessibilità sia ancora una chimera e che ancora molte di quelle persone continuano a non poter essere membri attività di una comunità che esclude per via dicriticità ataviche con marciapiedi e scivoli inesistenti e non a norma, un PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) ancora inattuato e barriere senso-percettive per persone sordo-cieche presenti solo in rarissimi casi.
Taranto continua ad essere una città che esclude – continua Tiziana Ronsisvalle – ed è di questo che avremmo voluto parlare con il sindaco Bitetti o l’assessora Lincesso, anche ponendo particolare attenzione all’impossibilità di movimento di mamme e papà con passeggini o anziani provvisti di ausili per la deambulazione.
Continuiamo ad attendere una convocazione – terminano D’Arcangelo e Ronsisvalle – perché a fronte di un caso risolto vi è l’impraticabilità di vivere la città ancora per molte migliaia di persone a cui la fragilità non può togliere il diritto di essere cittadini.