Foto Franco Capriglione
Foto Franco Capriglione

Il giudice sportivo ha inflitto al Taranto una squalifica del campo fino al 15 novembre 2026, con obbligo di disputare le gare interne in campo neutro e a porte chiuse. Alla società sono stati inoltre comminati un’ammenda di 6.500 euro e una penalizzazione di due punti da scontare nel campionato 2026/2027.
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Il provvedimento fa riferimento agli episodi verificatisi durante e dopo la finale nazionale playoff di Eccellenza con il Gladiator. Secondo quanto riportato nel dispositivo, durante il primo tempo alcuni sostenitori rossoblù avrebbero introdotto e utilizzato materiale pirotecnico nel settore loro riservato. In particolare sarebbero stati accesi quindici fumogeni, mentre uno sarebbe stato lanciato sul terreno di gioco. Contestato anche il lancio di quattro bottigliette semipiene.
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La parte più grave della decisione riguarda quanto accaduto al termine dell’incontro. Come scrive il giudice sportivo, alcuni sostenitori hanno danneggiato un lucchetto e aperto un cancello della tribuna a loro dedicata, invadendo il terreno di gioco. Nel provvedimento si legge inoltre che alcuni tifosi hanno rincorso e colpito con calci un calciatore della stessa squadra rossoblù.
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Viene inoltre contestata la condotta di una persona identificata come dirigente della società, accusata di aver strattonato con forza il quarto ufficiale di gara, tentando inizialmente di colpirlo con una testata e successivamente raggiungendolo con uno schiaffo al volto. L’episodio, secondo il dispositivo, ha comportato una prognosi di cinque giorni per il componente della squadra arbitrale. Tra i fatti contestati figura anche il lancio sul terreno di gioco di circa quaranta bottiglie d’acqua piene o semipiene.
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La sanzione è stata determinata tenendo conto della gravità complessiva degli episodi, della sospensione dell’attività agonistica verificatasi durante i fatti contestati e della recidiva specifica già rilevata in precedenti provvedimenti disciplinari. Per il Taranto si prospetta ora un avvio di stagione condizionato dalla penalizzazione e dall’impossibilità di giocare le gare interne nel proprio impianto fino a metà novembre.