“Kairos” al Teatro Fusco: quando il tempo si ferma e insegna a vivere
Lo spettacolo dello Studio Teatro Danza porta in scena un viaggio tra filosofia, emozioni e i personaggi del “Piccolo Principe”
Che cos’è davvero il tempo? Un semplice susseguirsi di secondi, minuti e ore oppure qualcosa di molto più profondo? Prova a rispondere a questa domanda “Kairos”, lo spettacolo che l’Associazione Sportiva Dilettantistica Studio Teatro Danza porterà in scena domani sera al Teatro Fusco di Taranto sotto la direzione artistica di Paola Ciasca.
Fondata nel 1988, la realtà tarantina propone al pubblico una produzione che intreccia danza, teatro e riflessione filosofica in un racconto capace di parlare a spettatori di ogni età.
Quando la terza campanella non arriva
La storia prende forma dietro le quinte di un teatro. Tutto è pronto per l’inizio dello spettacolo. Risuona la prima campanella, poi la seconda. Ma la terza, quella che tradizionalmente segna l’apertura del sipario, non arriva mai.
Il tempo sembra essersi fermato. In questo scenario sospeso appare Livia, protagonista del racconto, che decide di non restare immobile ad aspettare. Attraversa il sipario e si ritrova in un luogo fuori dal tempo, un limbo popolato dai personaggi del celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry.
Il Piccolo Principe e le tante facce del tempo
Nel viaggio di Livia, ogni incontro diventa una scoperta. Il Piccolo Principe rappresenta il tempo dell’infanzia, dell’innocenza e dello stupore. L’Uomo d’Affari è invece il simbolo dell’ossessione per il conteggio del tempo e per l’accumulo incessante di minuti e risultati.
La Rosa incarna la vanità e l’illusione di un eterno presente, mentre il Serpente richiama il tempo ultimo e inevitabile che riporta ogni cosa alla propria origine.
La Volpe diventa la custode dell’attesa, del ricordo e dei legami autentici. Il Lampionaio è prigioniero di un tempo che corre troppo veloce. L’Aviatore, infine, rappresenta la maturità e la consapevolezza di ciò che è stato vissuto e non può più tornare.
Attraverso questi incontri, Livia comprende progressivamente il significato più autentico della vita e del tempo.
Una riflessione che parla a tutti
Quando la protagonista acquisisce questa nuova consapevolezza, l’incantesimo si spezza. Il tempo riprende il suo corso e finalmente risuona la terza campanella. Ma Livia non è più la stessa.
Il messaggio che lo spettacolo consegna al pubblico richiama uno degli insegnamenti più celebri del Piccolo Principe: l’essenziale è invisibile agli occhi. Un invito a riflettere su come riempiamo le nostre giornate e su quanto spesso dimentichiamo che il tempo non va soltanto misurato, ma vissuto.
«Il tempo va ascoltato e afferrato prima che sfugga definitivamente dalle nostre mani», è il pensiero che guida l’intera opera ideata da Paola Ciasca.
Lo spettacolo
La regia è affidata a Beatrice Mino e Cristina Ciasca, che firma anche le coreografie insieme ad Antonio Taurino. I testi sono di Beatrice Mino ed Eduardo G. Tria, voce narrante dello spettacolo. Luci e video sono curati da Visio ed Ars.
L’appuntamento è al Teatro Fusco di Taranto. L’ingresso è gratuito su invito. Apertura delle porte alle 20.30, sipario alle ore 21.