Annibale Frossi
Annibale Frossi

(Di Mimmo Galeone) Novant'anni fa l’Italia conquistava a Berlino l'oro olimpico nel calcio. Protagonista Annibale Frossi, autore della doppietta decisiva contro l'Austria. E due anni prima il Taranto aveva incrociato il futuro campione olimpico, arrivando persino a trattarne l'acquisto.

Ci sono storie che il calcio lascia nascoste per decenni e che, a distanza di novant'anni, tornano improvvisamente a intrecciarsi. È il caso dell'oro olimpico conquistato dall'Italia a Berlino nel 1936 e di un curioso capitolo della storia calcistica tarantina: quello che riguarda Annibale Frossi, l'attaccante destinato a diventare l'eroe della finale olimpica.

Il 15 agosto 1936, all'Olympiastadion di Berlino, l'Italia di Vittorio Pozzo superò l'Austria per 2-1 dopo i tempi supplementari e conquistò la medaglia d'oro. Frossi fu il protagonista assoluto: segnò il primo gol dell'Italia al 70' e, dopo il pareggio austriaco di Kainberger al 79', realizzò la rete del definitivo 2 a 1 dopo due minuti dall'inizio del primo extra-time.  Ma il nome di Frossi, prima dell'apoteosi olimpica, era già transitato dalla Puglia. E, soprattutto, aveva incrociato il Taranto.

Da Bari a Berlino, passando per Taranto

Estate 1933: il servizio militare porta Annibale Frossi a Bari. Il giovane friulano, già messosi in luce con il Padova, arrivò infatti in Puglia durante il periodo di leva. La permanenza nel capoluogo pugliese gli offrì pertanto l'opportunità di continuare a giocare a calcio ad alto livello. Con la casacca biancorossa l'occhialuto attaccante azzurro collezionò in serie B trenta presenze, con dodici reti realizzate.

La data è 27 agosto 1933: al Campo degli Sports di Bari (uno degli impianti più belli e funzionali dell'epoca) va in scena un'amichevole tra l'US Bari e l'AS Taranto. I rossoblu, un tantino a corto di preparazione, si accingevano a disputare il campionato di Prima Divisione. Per il futuro campione olimpico è una giornata da ricordare: Frossi segna tre delle sei reti della compagine barese.

Bari, 27 agosto 1933, ore 17.00, Campo degli Sports

Reti: 1' Frossi, 30' Patuzzi, 35' Frossi, 48' De Marinis, 52' Dentuti, 85' Frossi.

BARI-TARANTO 6-0 BARI: Casirago (46' Cubi), Antonelli (46' Caldarulo), Bonometti, Giacobbe, Da Caprile, Starace, Frossi, De Marinis, Marchionneschi, Patuzzi (46' Rossini), Zuccaro (46' Dentutti). All. Carnegli.

TARANTO: Bolognini, Toso, Faraone, Gullè, Perrucci, Sculto, Massironi, Orsi, Parisi, Castellano M., Tosini. All. Árpád Hajós.

Arbitro: Di Mauro di Triggiano

E il Taranto provò anche ad acquistarlo

La storia diventa ancora più interessante l'anno successivo. Nel 1934, il Taranto arrivò infatti a interessarsi concretamente a Frossi, al punto da trattarne l'acquisto dal Padova, offrendo la cifra di circa 15.000 lire; ma all'ultimo momento l'operazione saltò. Il giocatore rimase al Padova ancora una stagione, per poi trasferirsi a L'Aquila. E proprio con gli abruzzesi incrociò nuovamente gli jonici, in cadetteria, e sempre da protagonista.

Nel match di ritorno in Puglia, 12 aprile 1936, fu proprio lui a timbrare la rete della vittoria al 60', approfittando di una poco tempestiva uscita di Sellan, estremo difensore tarantino. Al termine di quella torno Frossi passò all'Ambrosiana-Inter: con i nerazzurri disputò sei campionati nella Massima Serie, vincendo due scudetti e una Coppa Italia.