(Anthony Carrano) Polimnia-Taranto termina 2-2 tra polemiche ed esoneri. Cambia tutto in casa rossoblù dopo una campagna acquisti discutibile e una gestione tecnico-tattica poco convincente.

Le pagelle

TARANTO

Baietti, 5,5 – Subisce due reti su due tiri nello specchio. Nessuna parata.

Hadziosmanovic, 5 – Un altro giocatore rispetto a quello conosciuto la scorsa stagione. Non supera quasi mai la linea del centrocampo.

Lanzolla, 4,5 – Incerto in occasione della seconda rete subita. Non riesce a rendere per quello che è il suo reale valore.

Guastamacchia, 5 – Soffre il temperamento dei giocatori ospiti. Concorso di colpa sul secondo gol subito. Mezzo voto in più per il rigore che si procura.

Lenti, 6 – Ci mette impegno di fronte a un Niang straripante. Purtroppo gran parte dei duelli viene vinta dall'attaccante rossoverde.

Skoric, 5 – Prima partita insufficiente del centrocampista rossoblù. Meglio nella ripresa rispetto al primo tempo.

Di Paolantonio, 6 – Cerca di mettere ordine in mediana. Piede pregiato, anche se soffre la dinamicità dei giovani avversari. Uno dei pochi a strappare la sufficienza.

Monetti, 5 – Passo indietro rispetto alla gara contro lo Spinazzola. Fuori dal gioco per tutta la partita. (60' Martano, 5,5 – Entra, dà vivacità, ma non basta).

Oltremarini, 5,5 – Corre tanto senza però riuscire a incidere. (56' Rajkovic, 6 – Entra e segna il gol che regala alla squadra rossoblù il pareggio).

Corvino, 5,5 – Mezzo voto in più per il rigore trasformato. A parte una conclusione da fuori nella ripresa, fa davvero poco. (60' Vukoja, 6 – Cerca di creare gioco in mezzo al campo).

Losavio, 5 – Evanescente per tutta la partita. A questo punto è doveroso chiedersi chi sia davvero Francesco Losavio: quello che la scorsa stagione ha segnato tanti gol, alcuni dei quali meravigliosi, oppure quello che dai playoff continua a non incidere, ancora oggi, all'inizio di un nuovo campionato. (47' Saraniti, 5 – Vince un paio di duelli aerei, ma non riesce a rendersi pericoloso).

All. Giuliatto, 4 – Era inevitabile che pagasse con l'esonero. Una squadra senza gioco e priva di idee. La sua reale colpa è stata quella di non essersi imposto sul mercato e di non aver definito con chiarezza l'impronta di gioco che avrebbe voluto dare alla squadra. Il tecnico visto a Maglie aveva a disposizione giocatori umili, lavoratori instancabili che, per pochi spiccioli, mettevano in campo cuore, sacrificio e dedizione.