Un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è al centro dell’operazione eseguita nella notte di martedì 30 giugno dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto, che ha coinvolto 30 persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare.

Il provvedimento, emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e della Procura di Taranto, riguarda un’organizzazione ritenuta operativa nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe sfruttato in modo sistematico le procedure previste dal Decreto Flussi per favorire l’ingresso irregolare in Italia di centinaia di cittadini extracomunitari, in prevalenza provenienti da Pakistan, Bangladesh e India. Attraverso false richieste di assunzione presentate sul portale “ALI” del Ministero dell’Interno sarebbero stati ottenuti i nulla osta necessari al rilascio dei visti d’ingresso.

Le pratiche, secondo l’accusa, sarebbero state gestite da un CAF di Taranto con il coinvolgimento di intermediari e imprenditori ritenuti compiacenti. Gli aspiranti lavoratori avrebbero versato fino a 6.500 euro per ciascuna pratica finalizzata all’ottenimento del visto.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere aggravata finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione clandestina in concorso.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dall’ordinamento, per tutti gli indagati resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.