Heysel, la notte in cui il calcio perse la sua innocenza: la Puglia pagò un prezzo altissimo
(Di Mimmo Galeone) Il 29 maggio 1985 doveva essere una serata di sport, una festa europea del calcio: Juventus e Liverpool si affrontavano nella finale di Coppa dei Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles. Invece, quella notte si trasformò in una delle più grandi tragedie della storia dello sport mondiale: 39 morti e oltre 600 feriti, vittime della violenza degli hooligans inglesi, dell'inadeguatezza dello stadio e di una gestione della sicurezza rivelatasi drammaticamente insufficiente.
A 41 anni da quella tragedia, il ricordo dell'Heysel continua a ferire l’Italia intera. Tra le vittime, 32 erano italiane: operai, studenti, padri di famiglia, giovani tifosi partiti per seguire i bianconeri in quella che doveva essere una serata di sport. Poco prima del fischio d'inizio, un gruppo di tifosi inglesi sfondò le recinzioni del settore Z, dove erano presenti molti sostenitori juventini. La folla tentò di scappare, ma il muro di contenimento cedette sotto il peso della ressa. In pochi minuti lo stadio si trasformò in un inferno. Le immagini della calca, dei muri crollati e dei tifosi in fuga entrarono nelle case italiane lasciando un trauma collettivo che ancora oggi resta impresso nella memoria del Paese.
Anche la Puglia pagò un prezzo altissimo. Tra le vittime ricordiamo Alberto Guarini, 21 anni, di Mesagne, in provincia di Brindisi e Benito Pistolato, 49 anni, commerciante di Bari. I loro nomi, insieme a quelli delle altre vittime, sono diventati il simbolo di una generazione spezzata dalla follia di quella notte.
Ma da quell’inferno qualcuno riuscì anche a salvarsi. Il tarantino Gaetano Conte, immortalato in una delle immagini simbolo della tragedia, sopravvisse a quei momenti drammatici, portando per sempre negli occhi e nella memoria lo sgomento vissuto all'Heysel. Si salvò anche il professor Picciotti di Bitonto, in viaggio di nozze in Belgio, che riuscì a sfuggire alla carneficina perché si trovava in un altro settore dello stadio al momento dell' assalto.
Nonostante tutto, la partita venne giocata ugualmente per motivi di ordine pubblico, scatenando indignazione e polemiche. La Juventus vinse con un rigore di Michel Platini.
Negli anni successivi, la strage dell’Heysel cambiò profondamente il calcio europeo. Le squadre inglesi vennero escluse dalle competizioni UEFA per diversi anni e furono introdotte nuove norme sulla sicurezza negli stadi. Ma nessuna riforma riuscì a cancellare il peso e l'orrore di quella tragica giornata.