Prima la telefonata per spaventare un’anziana con la falsa notizia del fermo giudiziario di un familiare, poi la consegna di denaro e gioielli. Infine l’aggressione alla nipote della vittima, intervenuta per aiutarla. È accaduto a Monopoli, dove una truffa si è trasformata in rapina impropria. La fuga dei due presunti responsabili si è conclusa grazie a un’operazione della Polizia di Stato tra Martina Franca e Taranto.

In manette sono finiti un 58enne residente in provincia di Napoli e un 18enne di origini egiziane, regolarmente presente sul territorio italiano. Entrambi sono ritenuti presunti responsabili di truffa aggravata e rapina impropria.

La falsa telefonata e l’aggressione alla nipote

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto è cominciato con una telefonata all’anziana da parte di un uomo che si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine.

Il sedicente agente le avrebbe raccontato che un familiare era coinvolto in un procedimento giudiziario e che, per risarcire il presunto danno provocato dal congiunto, sarebbe stato necessario consegnare denaro e oggetti preziosi.

La donna, fortemente agitata, ha ricevuto in casa un uomo al quale ha affidato contanti e monili in oro. Nel frattempo, la nipote, avvisata dell’accaduto, è intervenuta per soccorrere la nonna. Il presunto truffatore, nel tentativo di assicurarsi la fuga, l’ha aggredita all’interno del condominio.

La fuga finisce nelle campagne di Martina Franca

L’intervento degli agenti del Commissariato di Monopoli ha consentito di raccogliere i primi elementi investigativi e individuare l’automobile utilizzata per allontanarsi dal luogo della truffa.

Le ricerche sono proseguite con il coinvolgimento dei Falchi della Squadra Mobile di Bari e del personale del Commissariato di Martina Franca. Attraverso i sistemi di rilevazione dei transiti e di localizzazione satellitare, i poliziotti sono riusciti a rintracciare il veicolo nell’agro martinese. Dopo aver organizzato un appostamento, gli agenti hanno intercettato e bloccato un 58enne residente in provincia di Napoli nei pressi dell’automobile.

La perquisizione ha permesso di recuperare 1.590 euro in contanti e diversi monili in oro, risultati corrispondenti alla refurtiva sottratta all’anziana. Denaro e preziosi sono stati successivamente restituiti ai proprietari.

Il complice riconosciuto per una vistosa tuta a quadri

Le indagini sono proseguite per individuare il secondo uomo, con controlli estesi alle stazioni ferroviarie e alle fermate degli autobus regionali. La svolta è arrivata alla stazione ferroviaria di Taranto, dove gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno intercettato un 18enne di origini egiziane mentre si preparava a salire su un treno diretto a Bari.

Il giovane, sprovvisto di documenti e denaro, non avrebbe inizialmente fornito spiegazioni convincenti sulla propria presenza nello scalo ionico. Dopo l’identificazione attraverso le banche dati delle forze dell’ordine, gli investigatori hanno riscontrato un particolare ritenuto significativo: il ragazzo indossava una vistosa tuta da ginnastica a quadri, identica a quella del soggetto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza nei pressi dell’abitazione della vittima.

Entrambi trasferiti nel carcere di Taranto

Al termine degli accertamenti e della trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria, i due uomini sono stati arrestati con le accuse di truffa aggravata e rapina impropria. Entrambi sono stati accompagnati nella casa circondariale di Taranto. L’operazione ha consentito anche il recupero integrale del denaro e dei gioielli sottratti all’anziana. La responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento.