Pino Di Meo (foto Franco Capriglione)
Pino Di Meo (foto Franco Capriglione)

Il Taranto è ancora senza allenatore e la pista che conduce a Pino Di Meo sembra essersi improvvisamente raffreddata. Dopo l’esonero di Luca Tiozzo, il club rossoblù non ha ancora individuato il nuovo responsabile tecnico, mentre si avvicina la delicata sfida di campionato contro la vicecapolista Squinzano.

Nella mattinata di lunedì 2 novembre, l’allenatore del Bisceglie ha incontrato il presidente Sebastiano Ladisa nel quartier generale di Bari, raggiungendo anche un accordo di massima per assumere la guida della squadra. Nelle ore successive, però, la trattativa ha subito una brusca battuta d’arresto.

L’accordo con Ladisa e la telefonata mai arrivata

Di Meo attendeva una chiamata dalla società nella serata di martedì 3 novembre, necessaria per organizzare la doppia seduta di allenamento prevista per mercoledì. Il contatto, tuttavia, non è arrivato, lasciando il tecnico in attesa e alimentando gli interrogativi sull’effettiva conclusione dell’operazione. Al momento, dunque, l’intesa raggiunta durante l’incontro con Sebastiano Ladisa non si è tradotta nei fatti.

Il precedente con i tifosi rossoblù

Sulla possibile scelta della società potrebbe incidere anche il rapporto tra Di Meo e una parte della tifoseria tarantina. Resta il ricordo del controverso gesto delle due dita medie, che i sostenitori rossoblù non hanno dimenticato. In più occasioni l’allenatore ha spiegato che quel gesto non era rivolto ai tifosi del Taranto, ma la vicenda continua a rappresentare un elemento di discussione attorno al suo possibile ritorno sulla panchina ionica.

Camassa dirige gli allenamenti verso Squinzano

In attesa della scelta del nuovo tecnico, la preparazione della squadra prosegue sotto la guida di Mimmo Camassa, già vice di Tiozzo. Una situazione di incertezza che si protrae dopo l’esonero di Tiozzo: la dirigenza è chiamata a sciogliere il nodo-panchina in vista di uno degli impegni più importanti di questa fase del campionato.