Vella su Giuliatto: "Taranto? Per una piazza importante bisogna avere carattere"

(Di Anthony Carrano) Una lunga intervista a tutto campo per parlare del presente e del futuro del Toma Maglie, della stagione in corso, dei giovani, degli obiettivi societari e anche dell'esperienza di Alberto Giuliatto, ex allenatore giallorosso passato al Taranto e successivamente esonerato.
A parlare è Paola Vella, presidente del Toma Maglie, intervenuta durante “GOL – Speciale Eccellenza Pugliese”, la trasmissione in onda ogni lunedì alle ore 17.30 sulle piattaforme Facebook e YouTube di Blunote.
La presidente ha affrontato innanzitutto il tema della costruzione della squadra e delle difficoltà incontrate in estate.
«È nato con un limite, se vogliamo, a livello di budget, sulla voglia di scommettere anche su molti giovani. Forse abbiamo anche esagerato, buttiamola così, ma nel senso buono.
Chiaramente si chiudeva un ciclo importante e se ne apriva un altro altrettanto importante: un nuovo mister, una squadra molto giovane, ragazzi che purtroppo non si conoscevano tra loro.
Poi, però, forse non abbiamo sbagliato proprio tutto, perché proprio ieri un gol ce l'ha fatto il nostro Cariddi, che veniva dal nostro vivaio. E credo che questa sia stata una delle soddisfazioni più grandi.
Chiaro, è che la classifica dice sei punti. Io dico che ancora il campionato è lungo, però preferisco affrontarlo con le forze reali e non ritrovarci poi negli ultimi mesi ad avere dei problemi.
Come del resto qualche problema lo abbiamo avuto noi, non a causa nostra, però diciamo per debiti passati.
Piano piano, un passo alla volta, ci faremo strada».
IL CASO SAMUELE OLTREMARINI
Spazio anche a Samuele Oltremarini, ex giocatore del Toma Maglie oggi al Taranto. Vella ha parlato della necessità, per il giovane calciatore, di trovare spazio e continuità.
«Sicuramente ha bisogno di essere valutato, ha bisogno di giocare, questo ragazzo. È chiaro che una delle mie preoccupazioni era proprio quella: lo spazio che avrebbe avuto.
Lo abbiamo detto e ridetto mille volte: il Taranto non dovrebbe esserci in queste categorie. Ha fatto un calciomercato importante da Serie D, forse anche oltre, per non deludere la piazza. E chiaramente lui si è ritrovato in mezzo a persone molto più grandi, calciatori molto più anziani, tra virgolette, della categoria.
Sono certa che lui non ha niente meno degli altri. Semplicemente deve essere visto e non ho dubbi che il mister lo stia valutando. Però è chiaro che, quando hai una rosa così ampia, così numerosa, così importante, anche il più bravo fa fatica.
Io credo che anche tra i titolari attuali ci sia la voglia di primeggiare e di guadagnarsi il ruolo stesso da titolare.
A me dispiace perché alcuni giocatori sono andati in altre categorie e stanno facendo forse più tribuna che panchina, che partita. Sono sicura che Samuele è un ottimo giocatore e che troverà il suo spazio, se non a Taranto, altrove sicuramente.
Lo abbiamo preso dalla Promozione, gli abbiamo dato il massimo del valore, ha giocato in Eccellenza e poi lo abbiamo lasciato libero di volare dove lui ha meglio creduto di andare.
Ecco, gli auguro il meglio. Tutto sommato, io cosa posso dire a un ragazzo che ha un'opportunità del genere?».
IL CAPITOLO GIULIATTO
Inevitabile anche un passaggio sull'ex tecnico Alberto Giuliatto, che dopo l'esperienza al Toma Maglie aveva scelto il Taranto.
Vella ha spiegato di aver deciso inizialmente di non parlare più della vicenda, precisando però il rapporto personale con l'ex allenatore.
«Avevo deciso di non parlare più di Giuliatto, ma non per cattiveria, anche perché ce l'ho in simpatia. Quindi, il Taranto... Credo che l'ambizione sia importante. Lui se n'è andato via dal Maglie dicendo di essere molto ambizioso. L'unica cosa che io gli ho rimproverato è stata che magari avrebbe potuto aspettare, ascoltare il progetto e scommetterci ancora.
Io credo che, per alcune piazze, bisogna essere pronti. Non sto dicendo che lui non lo fosse tecnicamente, ma bisogna essere pronti psicologicamente ad affrontare una piazza così grande, una pressione così forte.
E glielo anticipai proprio due settimane prima dell'inizio degli allenamenti del Taranto. Gli dissi che, per me, caratterialmente non era pronto ad affrontare quella situazione. Gliel'ho detto con affettuosità, così come si parla con un amico, augurandogli il meglio, dicendo che, appunto, non sarebbe stato facile.
Ovviamente, a Maglie lui ha trovato una comfort zone dove, comunque, un errore può essere riparato quasi subito, dove c'è una sorta di ambiente familiare che ti può supportare.
Aveva a disposizione José Buccarella, che comunque sapeva interpretare le sue certezze e guidarlo. E aveva soprattutto, permettetemelo, anche me, che ero sempre disponibile a un confronto e ad accontentarlo su alcune richieste, anche quando non potevo effettivamente fare quel tipo di spesa.
Poi, a un certo punto, è stato avvicinato dal Taranto. Ripeto: è giusto che lui abbia accettato. Da sorella, diciamo, il consiglio che gli ho dato era quello di prepararsi psicologicamente prima di tutto, che tecnicamente.
Avendo una rosa così forte, così ampia, gestire uno spogliatoio del genere non sarebbe stato facile, soprattutto con alcuni elementi importanti all'interno. E qui non voglio scendere nel dettaglio, per non creare polemica su chi c'è e chi non c'è più, su chi c'era.
Non ha saputo inserirsi nel contesto della comunicazione, proprio con la tifoseria. È venuto a mancare molto. Gliel'avevo spiegato che non sarebbe stato facile. Gli ho detto: “Sei bravo, non ti manca niente, però chiaramente ti devi amalgamare nell'ambiente”.
A questo aggiungiamo che fece un'intervista, dove dichiarava che il risultato non arriva perché la piazza ha creato negatività. Io credo che sia un errore molto grossolano e mi sembra strano da un professionista come lui, perché, insomma, quando ti preparano a un certo livello e sei un ex giocatore che ha giocato in campionati importanti, sai benissimo che, a prescindere dalla verità dietro ogni cosa, alcune esternazioni si dovrebbero evitare.
È normale che, se tu non ti trascini positività e simpatia, è quasi come dare la colpa alla piazza.
Non l'ha fatto con cattiveria, non voglio difenderlo, però quello che è giusto è giusto. Sicuramente l'ha fatto per un po' di inesperienza in una piazza così importante e pesante, però da rispettare».
«VOGLIO ASSOLUTAMENTE SALVARMI»
Vella ha poi ribadito con chiarezza l'obiettivo stagionale del Maglie.
«Per me ogni campionato è stato difficile, da quello di Promozione a quello dell'anno scorso, quando molti giornalisti ci chiamavano “la scoperta del campionato”.
Ma in realtà avevamo lavorato tanto; si era investito molto più di quanto avessimo intenzione di investire all'inizio.
Io lo rinnovo, questo.Ripeto che voglio assolutamente salvarmi.
Sono convinta che, con spirito di sacrificio, possiamo dire la nostra anche quest'anno. Sono convinta che, alla sesta di campionato, con una classifica così stretta, ancora molti giochi si possono fare.
È un po' come succede nella vita: ci sono quelli che parlano tanto e poi magari rimangono male. Ci sono quelli come noi, invece, che volano basso, però, una volta presa la rincorsa, siamo difficili da fermare».
La presidente ha inoltre lasciato intendere che potrebbero esserci novità a breve:
«Ci saranno delle grandi novità, sia all'interno della società sia all'interno della squadra. Sentirete parlarne magari tra una settimana o due».
«FARÒ IO LA DODICESIMA» CONTRO IL COSMANO
Infine, uno sguardo alla prossima sfida del Toma Maglie, atteso dalla trasferta contro il Cosmano Foggia.
Vella ha annunciato di voler vivere la gara al fianco della squadra:
«In dieci anni è la prima volta che parto in ritiro. Farò la stessa cosa che ho fatto domenica, cioè nello spogliatoio dirò: “Senza paura, fate la vostra migliore partita”.
Ci sarà u. Maglie che non vuole abbassare la guardia. Io ho bisogno di fare punti quanto prima, ho bisogno di lavorare in maniera serena.
E poi, occupandomi di commerciale e di marketing, anche qualche risultato mi aiuta, perché ci sono delle persone che ci osservano. Non posso fare brutta figura, perché siamo tutti collegati.
Alla fine, l'entusiasmo chiama entusiasmo e un risultato positivo fa bene a loro e quindi daremo del nostro meglio.
Farò io la dodicesima in trasferta. Poi, se andrà male, pazienza, però mi auguro che loro si impegnino e che non abbiano paura di giocare fuori casa, che non abbiano paura della squadra che hanno messo in difficoltà il Taranto, perché c'è sempre questo metro di misura.
A livello tecnico e tattico, alzo le mani, davvero non ho le competenze, non posso rispondere. Ma sicuramente tenteremo di trovare i tre punti fuori casa».