Una grande scritta rossa su fondo blu campeggia sugli spalti dello stadio: “Taranto 2026”. Un’immagine che ha immediatamente attirato l’attenzione e acceso il dibattito, ma che, secondo quanto chiarito, non rappresenta una scelta definitiva. Si tratta di una prova iniziale, pensata come punto di partenza per un percorso di condivisione con la città.

A spiegare il senso dell’iniziativa è Massimo Ferrarese, che in un messaggio social ha sottolineato la volontà di trasformare il nuovo stadio Iacovone in uno spazio capace di rappresentare l’identità collettiva. “Questa scritta è solo una prova iniziale perché vogliamo che lo stadio parli con la voce di tutti i tarantini”, ha sottolineato aprendo ufficialmente alla partecipazione dei cittadini.

L’obiettivo dichiarato è quello di coinvolgere la comunità nella scelta finale di scritte e colori, raccogliendo proposte e idee che possano contribuire a definire l’immagine dello stadio. “Proponeteci le vostre idee di scritte e colori per scegliere quella che avrà più seguito”, è l’invito rivolto ai tarantini, chiamati a partecipare attivamente al processo creativo.

La scritta “Taranto 2026”, dunque, non è destinata a restare, ma assume il valore simbolico di un primo esperimento visivo. Un segnale che punta a rendere l’impianto sportivo non solo un luogo di eventi, ma anche uno spazio di espressione e appartenenza per l’intera città.

Nel messaggio, Ferrarese ribadisce che il contributo dei cittadini sarà centrale nelle scelte future. “La vostra creatività è la nostra forza”, conclude il commissario del Governo per i Giochi del Mediterraneo.