Musica, Estremi: il ritorno passa da “Attraversando”
Il primo EP del nuovo corso della band progressive è uscito il 18 settembre: cinque tracce diverse, unite da una scrittura senza confini rigidi
Cinque brani, cinque direzioni musicali e una sola idea di fondo: lasciare che sia ogni composizione a scegliere il proprio linguaggio. È da qui che nasce “Attraversando”, il primo EP del nuovo corso degli Estremi, band progressive nata alla fine degli anni Ottanta e tornata oggi alla produzione di musica originale.
Il lavoro, disponibile dal 18 settembre 2026 sulle principali piattaforme digitali, segna una nuova fase per una formazione composta da sette musicisti distribuiti tra diverse città italiane e Vienna. Tre di loro sono pugliesi: un tarantino e due brindisini.
Una band costruita anche a distanza
La distanza geografica è diventata parte integrante del metodo di lavoro. Composizione, arrangiamenti, registrazioni e produzione vengono sviluppati prevalentemente da remoto, attraverso un confronto continuo tra tutti i componenti.
Ogni brano parte da una struttura compositiva già definita, per poi essere trasformato collettivamente. Il risultato nasce quindi dall’incontro tra una scrittura iniziale e sette sensibilità diverse.
“Il rock è la casa della band, ma è l’idea musicale a indicare la strada”. È questa la chiave con cui gli Estremi interpretano oggi il progressive: il rock resta il punto di partenza, ma senza diventare un limite. Funk, hard rock, new wave, blues, swing e fusion entrano negli arrangiamenti quando richiesti dal brano. Anche la presenza di tre cantanti permette alla band di scegliere di volta in volta timbro e registro più adatti.
Cinque brani, cinque percorsi
Le tracce di “Attraversando” seguono direzioni molto differenti. “Icaro” nasce da un riff potente e racconta il rapporto quasi fisico con la musica e la capacità di spingersi oltre i propri limiti. “Bambini di una Volta” utilizza invece il contrasto tra swing e rock per affrontare il tema della violazione dell’infanzia.
In “Non Fermarti Mai”, una base funky rock si indurisce progressivamente mentre il testo affronta il rischio che l’insoddisfazione si trasformi in rabbia e isolamento.
Più intima l’atmosfera di “Mani”, costruita attorno a un rock melodico arricchito da un passaggio di pianoforte jazz e da un assolo di chitarra. “Nomade”, infine, parte da suggestioni arabeggianti e utilizza il viaggio come metafora della ricerca del proprio posto nel mondo.
Il titolo dell’EP nasce proprio da questa pluralità: attraversare limiti, ingiustizie, crisi, cambiamenti e percorsi personali senza imporre alla musica un’unica forma.
Già al lavoro sul nuovo album
“Attraversando” rappresenta soltanto il primo passaggio del nuovo percorso della band. Gli Estremi stanno infatti lavorando a un album completo di quattordici tracce, nel quale confluiranno anche i cinque brani già pubblicati nell’EP. Nei nuovi lavori aumenterà anche la presenza dell’inglese, con l’obiettivo di aprire maggiormente la produzione a un pubblico internazionale, mantenendo però il rock come radice comune e continuando a esplorare linguaggi differenti.