La lotta per la Lega Pro a 60 non si ferma. Cesare Di Cintio, avvocato del Seregno, è convinto che il format della terza serie non poteva essere modificato in maniera così repentina e annuncia, in esclusiva a TuttoLegaPro.com, che continuerà la battaglia legale dopo la bocciatura del ricorso da parte del CONI.

Avvocato, cosa farete ora?

"Rispetto la sentenza ma non la condivido: per questo il Seregno ricorrerà al Tar e, in caso, anche al Consiglio di Stato. Mi sono consultato tutta la notte con il club lombardo e il presidente Di Nunno ed è arrivata questa decisione. A condividere questa lotta saranno i colleghi di Forlì. Purtroppo, in caso di vittoria, non potrà essere modificato nulla in questa stagione, visti i tempi ristretti: l'eventuale risultato positivo servirà per il prossimo campionato. Entro la fine di questa stagione vogliamo una risposta".

Perché continuerete la disfida legale sapendo che quest'anno nulla potrà cambiare?

"La nostra è una battaglia per rendere il sistema giusto: il format per legge è rimasto a 60 squadre, chiederemo al giudice ordinario di valutare se le decisioni assunte siano state corrette. Verrà sottoposto al giudice anche la legittimità del fondo perduto di 500. Per questo tutti gli operatori e gli appassionati devono portarla avanti insieme a noi. Mi auguro che il sostegno delle organizzazioni di categoria non sia solo a parole ma soprattutto avvenga con i fatti. Ho apprezzato le parole di Tommasi, a capo dell'Assocalciatori e di Ulivieri, numero uno dell'Assoallenatori. Però loro avevano la possibilità di intervenire in giudizio attraverso un intervento adesivo alla nostra posizione. Perché non l'hanno fatto?".

Per la prima volta componenti pro e contro Macalli si sono ritrovate insieme...

"Mi fa piacere che ci sia stato un punto d'incontro tra le due fazioni: vuol dire che il sistema di terza serie può ripartire compatto".