A Taranto continuano le attività di “BES-T Community in Best Practice”, un progetto triennale selezionato da ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Tra le più importanti azioni educative del progetto c’è “Io voglio, io posso” realizzata da “La Casa di Sofia” con l’obiettivo di promuovere processi di inclusione scolastica attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).

La CAA è un insieme di tecniche, strategie e strumenti che supportano la comunicazione di persone con disabilità verbali, utilizzando immagini, simboli, gesti e dispositivi tecnologici; non sostituisce il linguaggio, ma lo potenzia o offre forme alternative, migliorando l'autonomia e riducendo l'ansia.

A Taranto “Io voglio, io posso” de “La Casa di Sofia” si sta sviluppando da due anni scolastici coinvolgendo classi dei plessi Gabelli, Giusti e Consiglio dell’Istituto scolastico comprensivo “Galilei” e del plesso Vico dell’I.C. “Vico - De Carolis”.

Dopo una prima fase di formazione dei docenti curricolari e di quelli di sostegno da parte di esperti CAA, “Io voglio, io posso” è entrato nel vivo sviluppando attività integrate rivolte sia agli alunni sia alla comunità educante, con l’applicazione di protocolli CAA sviluppati nel rispetto dei bisogni del singolo alunno: nell’anno scolastico 2024/2025 ci sono stati 30 partecipanti a formazione e sono state coinvolte 6 classi con 72 alunni, mentre in quello che si sta concludendo 107 insegnati in formazione, 17 tra operatori culturali, sportivi, educatori e bibliotecari, e 15 bambini con autismo, 5 ADHD e altri con patologie non ancora diagnosticate.

Nel prossimo anno scolastico inizierà La terza e ultima fase dell’azione che prevede la compartecipazione con “La Casa di Sofia” di “Circo Laboratorio Nomade”, un altro partner del progetto “BES-T Community in Best Practice”, in un innovativo percorso dedicato all’accessibilità culturale e museale degli alunni disabili. 

Nella prima fase dell’azione le attività si sono concentrate sull’osservazione sistematica nelle classi, finalizzata ad analizzare dinamiche relazionali, modalità comunicative, livelli di partecipazione e bisogni educativi presenti nei diversi contesti scolastici. L’osservazione diretta dei bambini nei momenti didattici e relazionali ha permesso di individuare strumenti e strategie comunicative più efficaci per favorire inclusione, autonomia e partecipazione attiva all’interno del gruppo classe.

Sulla base dei risultati di questa prima fase, sono stati progettati laboratori operativi di CAA rivolti agli alunni, costruiti attraverso metodologie ludico-didattiche e strumenti di comunicazione visiva.

I bambini hanno partecipato ad attività strutturate basate su giochi comunicativi, storytelling simbolico, letture facilitate, esercizi cooperativi e percorsi di interazione mediati dall’utilizzo di simboli grafici, tabelle comunicative e supporti visivi. L’intervento ha coinvolto l’intero gruppo classe, promuovendo un modello inclusivo fondato sulla condivisione degli strumenti comunicativi e sulla partecipazione di tutti gli studenti.

Elemento centrale dell’azione è stato il percorso di formazione specialistica sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa rivolto a insegnanti curricolari e di sostegno, educatori, genitori, operatori culturali e bibliotecari: la formazione è stata strutturata con un approccio teorico-pratico finalizzato a trasferire competenze operative immediatamente applicabili nei contesti scolastici, educativi e culturali.

I moduli formativi hanno approfondito i principi della CAA, l’organizzazione di ambienti comunicativamente accessibili, l’utilizzo dei simboli, la costruzione di supporti personalizzati e l’adattamento dei materiali didattici. Particolare attenzione è stata dedicata alle strategie utili a facilitare la partecipazione degli alunni nelle attività curriculari e nella vita scolastica quotidiana, sostenendo pratiche educative inclusive e condivise.

La formazione ha inoltre affrontato il tema dell’accessibilità culturale, con approfondimenti specifici dedicati alla lettura facilitata, alla mediazione comunicativa nei contesti bibliotecari e alla progettazione di attività culturali inclusive. Attraverso laboratori pratici, simulazioni e attività di progettazione condivisa, i partecipanti hanno sperimentato modalità operative per integrare la CAA nei diversi ambienti educativi.

In seguito il percorso formativo è stato ulteriormente ampliato, raggiungendo circa 120 corsisti. Il coinvolgimento di personale scolastico, famiglie e operatori del territorio ha contribuito a consolidare una rete educativa orientata alla costruzione di contesti accessibili, partecipativi e centrati sul diritto di ogni bambino alla comunicazione e alla piena inclusione. 

“La Casa di Sofia” 

L’azione progettuale “Io voglio, io posso” è realizzata dal partner di progetto “La Casa di Sofia”, un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che nasce dall’iniziativa dei genitori di due bambini con disabilità e patologie oncologiche, con l’obiettivo di promuovere la terapia ricreativa come strumento di miglioramento della qualità della vita dei bambini e ragazzi con disabilità, neurodivergenze e con gravi patologie.

Tra gli obiettivi principali de “La Casa di Sofia” vi è la creazione di una comunità educante capace di trasformare la società in un luogo più accessibile e accogliente per tutti.

La Casa di Sofia lo fa attraverso lo sport, l’arte, le esperienze condivise, la cittadinanza attiva e percorsi concreti di inclusione, creando occasioni reali in cui ogni persona possa partecipare, sentirsi riconosciuta e avere il proprio posto. Dal 2019 promuove l’inclusione attraverso la formazione rivolta a educatori, famiglie, scuole e territorio e porta avanti le attività con il supporto di personale qualificato, con esperienza educativa, sportiva e sociale nell’ambito della disabilità e della partecipazione inclusiva.

In questi anni ha già promosso diverse iniziative quali uscite in moto, attività all’aria aperta, ha avviato per 2 anni il Multicentrum con attività di circo, danza e teatro, da 4 anni porta avanti il progetto della scuola calcio “Super Team TEAM”, in collaborazione con la ADS Diavoli Rossi di Taranto, la scuola calcio per tutti, che dal 2024 fa parte anche della FIGC e ha vinto il premio nazionale Grassroots Award come miglior progetto in educazione e inclusione sociale. Nel 2025 ha dato vita a un nuovo progetto di tennis per tutti presso Il circolo tennis Taranto. Collabora con diverse associazioni sul territorio. Si occupa di formazione sulla CAA e di supporto genitoriale per le famiglie che hanno ricevuto una diagnosi. Continua a lavorare su progetti scolastici nelle classi in cui ci sono ragazzi con disabilità in età adolescenziale attraverso progetti che riguardano lo Youth work e lo sviluppo di abilità sociali.

Da due anni l’associazione è attiva anche a Verona con una nuova sede operativa.