Piero Bitetti (foto Francesco Manfuso)
Piero Bitetti (foto Francesco Manfuso)

Piero Bitetti, sindaco di Taranto, ha firmato un’ordinanza che dispone la sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica dell’ex Ilva, oggi gestita da Adi Energia srl in amministrazione straordinaria.

Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni e resterà in vigore fino alla presentazione di un piano di riduzione delle emissioni, che dovrà essere valutato e approvato dagli enti competenti.

Mancato piano e principio di precauzione

Alla base della decisione, la mancata trasmissione del piano richiesto dopo il rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) 2024 per l’area di Taranto, redatto da Arpa Puglia, Aress e Asl. Nel mirino, in particolare, il rischio non cancerogeno per via inalatoria legato a sostanze come arsenico, nichel e cobalto. La Regione Puglia aveva già diffidato la società a intervenire, prevedendo in caso di inadempienza la sospensione dell’attività. Il Comune ha quindi applicato il principio di precauzione a tutela della salute pubblica.

Le conseguenze sul ciclo produttivo

Secondo fonti vicine al dossier ex Ilva, lo stop alla centrale avrebbe effetti diretti sull’intero sistema produttivo. La centrale, infatti, è fondamentale per la gestione dei gas del ciclo siderurgico: senza di essa non sarebbe possibile recuperarli né smaltirli. In queste condizioni, si renderebbe inevitabile la fermata dell’area a caldo, cuore dello stabilimento, con conseguenze a catena sull’intero sito tarantino.

Impatto anche sugli altri stabilimenti

L’eventuale blocco della produzione a Taranto potrebbe ripercuotersi anche sugli altri impianti del gruppo nel Nord Italia, a causa della forte interconnessione delle attività. Inoltre, la centrale garantisce una quota significativa dell’energia elettrica necessaria al funzionamento degli impianti a valle: la sua sospensione comporterebbe quindi ulteriori criticità operative.

Provvedimento trasmesso agli enti

L’ordinanza è stata inviata al Ministero dell’Ambiente, alla Prefettura, ad Arpa, Asl e alla Procura di Taranto. Una decisione destinata a riaccendere il confronto tra tutela della salute, sostenibilità ambientale e continuità produttiva in uno dei poli industriali più complessi del Paese.