La Spagna presenta i suoi giocatori al Mondiale 2026 tra campioni d’Europa e giocatori del Barça
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Plausibilmente la squadra con cui sentono più vicinanza calcistica e per una questione culturale diventa facilissimo pensare alla Spagna, per stile, talento o gerarchia all’interno del contesto mondiale. La squadra de la Roja riunisce molti degli ingredienti che di solito conquistano chi segue i mondiali perché vuole tifare per una nazionale protagonista, nata con il pallone tra i piedi.
La squadra di Luis de la Fuente arriva al torneo con un team di giocatori molto riconoscibili, forti dell’aver vinto recentemente gli Europei e di un girone in cui plausibilmente non avrà problemi a imporsi fin dal primo giorno.
Capo Verde, Arabia Saudita e Uruguay saranno i suoi primi avversari, perciò l’esordio concentra già buona parte dell’attenzione sulle quote Spagna - Capo Verde, che fungeranno da primo riferimento per misurare fino a che punto il mercato consideri la Spagna una candidata ideale per ritrovarla nelle fasi finali del torneo.
Tanto Barça, zero Real Madrid: una prima volta storica per la nazionale
Come era prevedibile, i convocati dall’allenatore Luis de la Fuente hanno fatto discutere molto il pubblico mondiale. Il commissario tecnico ha scelto 26 calciatori per il Mondiale2026 che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada, mantenendo buona parte della squadra che si è titolata come campione d’Europa, aggiungendo poi altri nomi che sono stati molto importanti nei momenti finali della Liga.
Tra le novità compaiono Eric García, Marc Pubill e Joan García, mentre il nocciolo della squadra continua a essere formato da giocatori come Lamine Yamal, Nico Williams, Pedri, Rodri, Fabián, Zubimendi, Gavi, Oyarzabal, Dani Olmo e Ferran Torres. Già da questi nomi è possibile capire dovevo vuole andare la squadra: tanto possesso palla, forte capacità di accelerare sugli esterni e centrocampo in grado di dettare il ritmo anche nei momenti di maggiore pressione.
C’è però un dettaglio che ha fatto sì che i dibattiti non mancassero: la mancanza di giocatori del Real Madrid nella formazione della nazionale. Se il Barça ha ben otto rappresentanti, la maglia “blanca” per eccellenza non ne ha nemmeno uno. De la Fuente ha giustificato questa scelta utilizzando un criterio puramente sportivo, insistendo sul fatto che i giocatori sono scelti sulla base delle caratteristiche fisiche e tattiche uniche, non sulla base delle squadre per cui giocano.
Il primo match della Spagna? Sarà contro Capo Verde
L’esordio arriverà il 15 giugno contro Capo Verde ad Atlanta. Sulla carta, la Spagna parte come chiara favorita, anche se conviene non liquidare un debutto mondiale come se fosse una semplice formalità perché i primi incontri arrivano spesso carichi di nervosismo, adattamento al clima, tensione competitiva e di quella necessità di confermare le aspettative prima che emergano i dubbi.
Per questo motivo la sfida contro Capo Verde avrà più valore di quanto suggerisca il nome dell’avversario; i campioni europei dovranno dimostrare di saper imporre il proprio ritmo fin dall’inizio, facendo circolare il pallone con pazienza e trasformando la loro superiorità tecnica in occasioni reali.
La seconda partita invece si giocherà il 21 giugno contro l’Arabia Saudita, un avversario con meno prestigio rispetto all'Uruguay, ma con comunque abbastanza esperienza nei grandi tornei da poter creare problemi se l’incontro dovesse protrarsi più a lungo del previsto. Molte volte la pura differenza di talento non basta per far si che le partite vadano in una direzione o in un altra ancora ma richiedono qualcosa di più sottile: concentrazione, maturità e capacità di non lasciarsi abbindolare dalla fretta.
In questo contesto, le quote Spagna - Arabia Saudita saranno un buon termometro per valutare la fiducia del mercato nei confronti dell’agguerrita Spagna. Se la squadra rossa riuscirà a portarsi a casa la vittoria al debutto, questo secondo incontro potrà diventare la conferma di un talento a tutti evidente.
La Spagna dovrà soltanto far attenzione a un dettaglio: per quanto l’Arabia Saudita non sia conosciuta come la squadra più pericolosa in circolazione, durante i mondiali ogni volta che si abbassa la guardia si rischia di pagare a caro prezzo le proprie scelte.
La chiusura del primo girone
Il primo girone si chiuderà il 26 giugno con il match contro l’Uruguay, probabilmente l’avversario più esigente di tutto il gruppo H.
Lì la Spagna avrà davanti un avversario minaccioso, capace di risultare problematico portando con sé la tensione emotiva degli scontri precedenti ma meno margine di manovra per risultare la squadra vincitrice. Se gli spagnoli dovessero arrivare al match con 6 punti potranno anche permettersi una sconfitta, se invece dovessero inciampare prima la sfida contro l’Uruguay potrebbe acquisire un significato del tutto diverso, obbligando Lamine Yamal e soci a dare il tutto e per tutto contro un team di giocatori con enorme personalità.
La spagna ha tutte le carte in regola per essere la squadra protagonista di questo mondiale: il talento c’è ed è giovane, il centrocampo è tra i migliori del torneo, gli esterni sono capaci di cambiare le partite in uno scatto e la struttura dietro si è già dimostrata capace di vincere tornei.
A fare da ago della bilancia saranno le prestazioni generali dei talenti grezzi di Lamine Yamal e Nico Williams, fondamentali affinché la squadra possa mantenere la sua fondamentale pericolosità lungo tutto il corso del match. Se la Roja supererà da vincente le prime due partite, sarà plausibilmente incoronata come la squadra favorita per il resto del torneo e siamo più che sicuri che metà mondo non vede l’ora di saperlo.