Sabato 12 e domenica 13 settembre al TaTÀ di Taranto la prima nazionale di “Antigone atto terzo”, scritto da Valeria Cimaglia e diretto da Massimo Cimaglia

Tre donne, tre tempi diversi e una domanda che attraversa i secoli: quanto costa essere liberi quando scegliere significa esporsi alle conseguenze delle proprie convinzioni? È da questo interrogativo che prende il via la quarta edizione del Taras Teatro Festival, in programma al TaTÀ di Taranto.

Sabato 12 settembre e domenica 13 settembre, alle ore 21, andrà in scena in prima nazionale “Antigone atto terzo”, testo di Valeria Cimaglia, al debutto come autrice, con Mariachiara Basso, Domizia D’Amico e la stessa Cimaglia. La regia è affidata a Massimo Cimaglia, mentre le luci sono di Walter Mirabile.

La libertà come scelta

La figura di Antigone diventa il punto di partenza della riflessione scelta dal festival, che quest’anno mette al centro il tema della libertà. Nel mito sofocleo, la protagonista decide di dare sepoltura al fratello pur sapendo che il gesto di disobbedienza alla legge degli uomini la condannerà a morte.

“Il nostro è un racconto che attraversa epoche e ambientazioni diverse ma che conserva al centro una figura profondamente umana: una donna che decide di restare fedele a ciò in cui crede anche quando il prezzo da pagare è la propria vita”, racconta Valeria Cimaglia.

Lo spettacolo attraversa tre differenti dimensioni: un ospedale del futuro, una guerra contemporanea e il tempo sospeso del mito, nel quale Antigone resta prigioniera del proprio destino. Tre brevi atti che si ricompongono in un unico racconto sul rapporto tra individuo, legge, dolore e libertà.

Un processo creativo condiviso

Accanto ad Antigone compaiono altre due donne, lontane dalla protagonista per esperienza e contesto ma strettamente legate alla sua vicenda. Le loro storie diventano altrettante declinazioni del tema dello scegliere.

Massimo Cimaglia ha costruito la regia attraverso un confronto continuo con le tre interpreti e con l’autrice, alla sua prima esperienza di scrittura teatrale. “È entusiasmante e insieme complesso”, osserva il regista, spiegando di essersi messo “totalmente al loro servizio, in una dimensione di ascolto”.

Particolare attenzione è stata riservata alle prove “a tavolino”, utilizzate come spazio di confronto sul testo e sulle possibilità interpretative. “Ognuna delle attrici si è sentita, spero, libera e protagonista”, aggiunge Cimaglia.

Il coraggio di prendere posizione

Le tre protagoniste incarnano differenti forme della libertà e della responsabilità personale. Il filo comune resta Antigone e il conflitto tra legge, coscienza e scelta individuale.

“Le diverse declinazioni dello scegliere – conclude Massimo Cimaglia – affrontano temi contemporanei molto discussi e appassionanti che abbiamo provato a raccontare e trasformare in sfumature e dettagli emotivi”.

I biglietti sono disponibili al botteghino del TaTÀ, aperto dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, e sul circuito Vivaticket. Il Taras Teatro Festival è realizzato con il sostegno del MIC, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e di diversi partner pubblici e privati.