Cozza tarantina, Comune dice no al seme estero nel Mar Piccolo
Dopo il confronto con gli enti scientifici, il Comune conferma il divieto previsto dall’ordinanza del 2022. L’assessore Cosa annuncia un tavolo sulla mitilicoltura e chiede al Governo sostegni economici e risorse per le bonifiche
Nessuna deroga al divieto di reimmersione di seme di mitili non autoctono nel Mar Piccolo. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha deciso di mantenere in vigore l’ordinanza sindacale numero 8 del 2022, dopo la riunione tecnica convocata dall’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cosa per affrontare la crisi della mitilicoltura tarantina.
La decisione è maturata al termine del confronto con gli organismi scientifici e gli enti competenti, che hanno illustrato i possibili rischi ambientali legati all’introduzione di novellame proveniente da altri territori.
Il confronto con Arpa, Asl, Cnr e Capitaneria
Alla riunione hanno partecipato il sindaco, rappresentanti dell’amministrazione comunale, Arpa Puglia, Asl, Cnr, attraverso gli istituti Irbim e Irsa, la struttura commissariale per le bonifiche nell’area di Taranto, la Capitaneria di Porto e la Guardia di Finanza.
L’incontro era stato organizzato in seguito alle richieste di alcuni mitilicoltori, preoccupati per le conseguenze economiche della moria del seme autoctono, attribuita alle elevate temperature registrate durante l’estate.
Gli operatori avevano chiesto di poter utilizzare seme non autoctono per evitare l’interruzione della produzione e garantire continuità al reddito delle proprie famiglie. L’amministrazione comunale aveva già avviato, attraverso la Regione Puglia, la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità al Governo.
Il rischio di introdurre specie aliene nel Mar Piccolo
Uno degli elementi emersi durante il confronto riguarda la possibilità che il novellame proveniente da altre aree trasporti organismi estranei all’ecosistema del Mar Piccolo.
Secondo le valutazioni illustrate nella riunione, specie aliene potrebbero essere presenti sui gusci o nelle cavità valvari dei mitili, senza risultare visibili a occhio nudo. La loro introduzione potrebbe rappresentare un rischio per la biodiversità del bacino e per le caratteristiche della produzione locale.
Bitetti: “Non possiamo mettere a rischio la biodiversità”
Il sindaco spiega le ragioni della scelta, richiamando la necessità di fondare ogni decisione su valutazioni scientifiche. “Come siamo abituati a fare, abbiamo mostrato la massima attenzione al comparto, chiedendo tuttavia il conforto degli organismi scientifici”.
Bitetti ribadisce che la tutela della mitilicoltura deve essere accompagnata dalla salvaguardia dell’ambiente. “Lo avevamo già dichiarato: ogni scelta deve essere responsabile e supportata da elementi oggettivi. Ed è per questo che, alla luce di quel che abbiamo ascoltato, non possiamo permetterci di mettere a repentaglio l’identità e la biodiversità del nostro Mar Piccolo”.
Cosa: “La crisi produttiva resta un problema”
La conferma del divieto non elimina le difficoltà economiche denunciate dai produttori. L’assessore Francesco Cosa riconosce che la scarsa disponibilità di seme autoctono potrebbe avere conseguenze rilevanti sulla prossima stagione produttiva. “Questo orientamento, tuttavia, non sminuisce la portata di un fenomeno, quello della scarsa disponibilità di seme autoctono, che potrebbe provocare conseguenze economiche per il comparto”.
Per affrontare la situazione, il Comune intende lavorare alla definizione di un disciplinare tecnico e convocare il tavolo della mitilicoltura. Il confronto sarà dedicato alle prospettive produttive del settore, anche alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici.
Sostegni economici e bonifiche, le richieste al Governo
L’amministrazione comunale intende coinvolgere la Regione Puglia nella ricerca di strumenti per sostenere gli operatori, ma sollecita soprattutto un intervento del Governo nazionale. “Coinvolgeremo anche la Regione Puglia, sempre disponibile nell’individuazione di misure utili a garantire questo comparto così identitario, ma è soprattutto dal Governo che ci aspettiamo risposte”.
Cosa chiede misure economiche capaci di tutelare il reddito dei mitilicoltori e risorse per affrontare le criticità ambientali del bacino. “Se la specificità è un valore nazionale e condiviso, allora è il caso che anche Roma se ne prenda cura, rafforzando gli interventi a garanzia del reddito e finanziando interamente la bonifica di Mar Piccolo, probabilmente l’intervento che offrirebbe uno spiraglio di lungo termine al settore”.