Foto Francesco Manfuso
Foto Francesco Manfuso

Ennesima tragedia sul lavoro a Taranto. Nella mattinata di lunedì 13 aprile, Roberto Di Ponzio, 38enne dipendente della ditta Tec Gen, ha perso la vita durante un intervento su un impianto di illuminazione nei pressi del cimitero San Brunone.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto da un palo crollato improvvisamente, forse per il forte vento, anche se le cause sono ancora in fase di accertamento. 

Inutili i soccorsi

L’impatto si è rivelato fatale. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma per il lavoratore non c’è stato nulla da fare: i soccorritori hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Presenti anche i carabinieri e il personale dello Spesal, impegnati nei rilievi e nelle verifiche del caso.

Accertamenti in corso

Si ipotizza che il palo possa essere crollato a causa del forte vento, ma sono in corso gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e individuare eventuali responsabilità.

Il cordoglio del sindaco Piero Bitetti

Desidero esprimere a nome mio e dell’Amministrazione comunale, il profondo cordoglio per la tragica scomparsa dell’operaio deceduto questa mattina in un incidente sul lavoro nei pressi del Cimitero di San Brunone al quartiere Tamburi. Le parole di fronte a questa tragica fatalità rischiano di diventare davvero superflue. Le autorità competenti sono impegnate per individuare la causa e ricostruire la dinamica del tragico evento. Confido che sapranno, come sempre, chiarire ogni aspetto, anche al fine di accertare eventuali responsabilità.

D’Arcangelo (CGIL): “Serve più sicurezza negli appalti”

“Un’altra vita spezzata sul lavoro, un’altra tragedia che non può lasciare indifferenti”. È il commento del segretario generale della CGIL, Giovanni D’Arcangelo, dopo l’incidente mortale avvenuto questa mattina al cimitero di Taranto, costato la vita all’operaio Domenico Di Ponzio. “Non conosciamo ancora nel dettaglio la dinamica dei fatti - ha dichiarato -, ma siamo certi che gli inquirenti faranno piena luce su quanto accaduto”. Il rappresentante sindacale punta l’attenzione sul sistema degli appalti: “Sappiamo solo che è l’ennesima morte in questo contesto. Un uomo è uscito di casa per andare a lavorare e non è più tornato”. Da qui la richiesta di interventi concreti: “Sugli appalti serve più sicurezza, bisogna rispettare la vita delle persone. Non bastano le parole, bisogna cambiare davvero le cose”.

Proposta di legge e raccolta firme

D’Arcangelo annuncia anche un’iniziativa della CGIL: “Dal prossimo maggio avvieremo una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, con l’obiettivo di qualificare il lavoro e renderlo più sicuro”. L’obiettivo è promuovere una nuova cultura della sicurezza, in cui le imprese siano impegnate quotidianamente nella tutela dei lavoratori. Parole dure anche sul piano umano: “La vita viene sempre prima di ogni cosa. Morire così non è da paese civile. A quella famiglia non basta il cordoglio: servono risposte, giustizia e verità”.

Spunzi (CISL) attacca: “Non si può parlare di fatalità”

“Manifestiamo vicinanza e solidarietà alla famiglia della vittima - dichiara il segretario generale della CISL Taranto Brindisi, Luigi Spinzi -“ mentre attendiamo di conoscere le cause e la dinamica dell’accaduto”. Il sindacato esprime però una posizione netta: “Riteniamo improponibile, in questo come in altri casi analoghi, parlare di motivi accidentali o imprevedibili”. Spinzi sottolinea come il tema della sicurezza sul lavoro rappresenti ormai una vera emergenza: “Serve un cambio di passo culturale. Non si può prescindere da più controlli, più responsabilità da parte delle aziende e un rafforzamento degli organi ispettivi”. Nel mirino anche la necessità di potenziare l’azione di enti e istituzioni: Ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Spesal e forze dell’ordine. La CISL ribadisce l’impegno a mantenere alta l’attenzione sul tema: “Continueremo a lavorare, insieme alle federazioni di categoria, per garantire che ogni attività venga svolta in sicurezza”. La conclusione è un richiamo chiaro: “Prevenzione, formazione e informazione devono essere priorità assolute. Solo così si può superare la logica della fatalità e rispettare davvero la vita e la dignità delle persone”.

M5S: “Basta fatalità, servono controlli sugli appalti”

TARANTO – Il Gruppo Territoriale del M5S Taranto esprime “profondo dolore e sconcerto” per l’accaduto, parlando di “una ferita aperta che esige risposte immediate. Ci stringiamo con un abbraccio sincero alla famiglia della vittima – si legge nella nota –. È inaccettabile che nel 2026 un lavoratore non faccia ritorno a casa. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie come una inevitabile fatalità”.

Il Movimento pone l’attenzione sulla gestione della sicurezza nei cantieri, in attesa che magistratura e Spesal chiariscano dinamica e responsabilità dell’incidente, che potrebbe essere legato anche alle forti raffiche di vento. Tra i punti sollevati, la necessità di verificare l’adeguatezza dei protocolli di sicurezza e la corretta valutazione delle condizioni meteo prima dell’avvio dei lavori. Nel mirino anche il sistema degli appalti e dei subappalti: “Chiederemo chiarezza sulle procedure di affidamento e sui controlli. La sicurezza non può essere sacrificata per esigenze di risparmio o rapidità”. Dura anche la critica sul piano culturale: “Basta con la politica dei selfie e dei nastri tagliati. La sicurezza deve diventare un impegno concreto, fondato su formazione continua e controlli rigorosi”.

L’impegno nelle sedi istituzionali

Il Movimento annuncia iniziative nelle sedi istituzionali per mantenere alta l’attenzione sul tema: “Non permetteremo che il silenzio cali su questa vicenda. Chiederemo verifiche puntuali sulla sicurezza degli impianti cittadini e sulla gestione dei lavori pubblici”. Un appello netto: “La vita di un lavoratore vale più di qualsiasi opera. È tempo che le istituzioni passino dalle parole ai fatti”.