Vladimir Luxuria porta la storia vera di “Princesa” a Taranto

Sabato 10 gennaio, alle ore 21, l’auditorium TaTÀ di Taranto ospita «Princesa», spettacolo intenso e toccante con protagonista Vladimir Luxuria, inserito nella stagione «Periferie» della compagnia Crest, sostenuta dalla Regione Puglia. Un lavoro teatrale che unisce realismo e teatro civile, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico attraverso una storia vera.
Diretto da Fabrizio Coniglio, con scenografie di Paola Castrignanò, costumi di Sandra Cardini e luci di Francesco Barbera, lo spettacolo racconta la vicenda di Fernanda Farias De Albuquerque, conosciuta come Princesa, donna trans di origine brasiliana resa celebre anche dalla canzone che le dedicò Fabrizio De André nell’album Anime salve.
Il testo nasce dall’autobiografia di Fernanda, scritta con Maurizio Iannelli, dalla quale il regista ha tratto un autoritratto composto da frammenti di vita narrati in prima persona. La protagonista racconta la propria storia dal carcere di Rebibbia, dove è rinchiusa per tentato omicidio. Proprio tra le mura del penitenziario prende forma l’incontro con Giovanni, un ergastolano sardo con il quale nasce una relazione fondata sull’ascolto e sulla comprensione, destinata a segnare profondamente il suo percorso umano.
Nata in un piccolo paese rurale del Brasile, Fernanda non si riconosce nel corpo maschile e fin da giovanissima desidera essere una ragazza. Il suo viaggio identitario, doloroso e complesso, la conduce dalle metropoli brasiliane a quelle europee, tra scoperte, sofferenze e il desiderio di trasformare il proprio corpo. In scena, Vladimir Luxuria, artista, attrice e attivista, dà voce e corpo a un personaggio che sente profondamente vicino, offrendo un’interpretazione intensa e priva di filtri.
Secondo Coniglio, si tratta di un’interpretazione neorealista, perché non esiste mai uno scollamento tra l’interprete e la storia raccontata. Un racconto che assume una dimensione quasi epica, paragonabile a una tragedia greca contemporanea, dove il tema centrale è la ricerca della felicità, quella “eudaimonia” intesa come piena realizzazione di sé.
Nello spettacolo emergono i sogni, le malinconie e le ferite della protagonista, che trova conforto solo nel rapporto con il vicino di cella, un amore platonico capace di salvarla dall’inferno. Un paradosso narrativo che vede proprio il carcere come uno dei momenti più intensi e umanamente ricchi della sua vita.
Al termine della rappresentazione, per il ciclo «Parliamone», Vladimir Luxuria incontrerà il pubblico in dialogo con la giornalista Marina Luzzi, offrendo un ulteriore spazio di riflessione e confronto. Biglietto unico 15 euro. Info 333.2694897.