Serie C

Serie C: Arrestato Paladino, futuro in bilico per il Catania

L'operazione Fake Credits della guardia di finanza ha scoperchiato un vorticoso giro di crediti tributari ‘fasulli’

11.07.2020 13:02


Un vero e proprio terremoto nel mondo dei colletti bianchi alle falde dell'Etnea e non solo. Anche il mondo dello sport e del calcio catanese subisce, l'ennesima, vicenda che interseca le vicende dei colori rossoazzurri a quelle giudiziarie. L'operazione Fake Credits della guardia di finanza ha scoperchiato un vorticoso giro di crediti tributari "fasulli". creato attraverso il "reperimento e la costituzione di società farlocche". L'operazione, coordinata dalla procura distrettuale etnea, ha portato a 24 arresti (di cui 21 ai domiciliari), al sequestro delle quote di 11 società e ad una confisca di beni per 9,5 milioni di euro. Diversi i divieti emanati anche per gli imprenditori, in totale sei, che non potranno esercitare alcuna attività. Coinvolte società con sede in diverse regioni tra cui Lombardia, Lazio e Campania. 

Le origini dell'indagine I fari degli inquirenti sono stati puntati, inizialmente, sull'istituto di vigilanza privata Ancr srl di Belpasso. Dai riscontri effettuati dai finanziari erano emersi "giochi fiscali" con indebite compensazioni per oltre 2,8 milioni di euro. Così il cerchio si è poi allargato arrivando a vagliare una commercializzazione di oltre 25 milioni di euro di crediti fittizi. A coordinare queste "operazioni", secondo le accuse, sarebbe stato Antonio Paladino, 57enne, - dominus della Confimed con sede a Catania in via Napoli ma anche vice presidente vicario della Sigi, la società interessata all'acquisto del Calcio Catania - il quale è stato arrestato e si trova in carcere. Con lui sono stati arrestati anche un dipendente del suo studio, Gaetano Sanfilippo, di 43 anni, e un consulente di Confimed Italia, Andrea Nicastro, di 46 anni.

Il ruolo della Confimed La Confimed, secondo le accuse, si occupava di giostrare questo giro di società farlocche con crediti inesistenti. Come hanno spiegato gli inquirenti "disponeva di professionisti incaricati di apporre il visto di conformità nelle dichiarazioni attestanti i falsi crediti erariali, offriva ai propri convenzionati gravati da debiti tributari, la possibilità di beneficiare di crediti erariali inesistenti proponendo un fideiussore svizzero, non abilitato a svolgere attivita' finanziaria in Italia, per garantire le operazioni commerciali". Così la Confimed incassava poi, per conto delle società accollanti o cedenti, i corrispettivi pattuti. Così da un lato le imprese allegerivano - secondo i finanzieri -la propria posizione debitoria con l'arario e dell'altro ottenevano un vantaggio economico pari ad almeno il 20% del carico impositivo dovuto.

Il Calcio Catania La Sigi, in trattativa per l'acquisto del Calcio Catania, dunque ha visto alcuni membri coinvolti nell'indagine. Come ha spiegato nel corso della conferenza stampa il procuratore capo Zuccaro: "Paladino si stava occupando della trattativa relativa al Calcio Catania prima di essere colpito dalla misura interdittiva odierna che ne ha disposto l'arresto in carcere in quanto presidente della Confimed Italia. Questo dà la misura dell'importanza della società in questione e della rilevanza delle condotte criminali messe in atto dalle persone coinvolte nell'indagine". "L'indagine è stata portata a termine in breve tempo - ha proseguito Zuccaro - anche in relazione alla proposta effettuata dalla Sigi al tribunale fallimentare di Catania per l'acquisto del Calcio Catania. Abbiamo trasmesso le nostre risultanze alla sezione fallimentare". Parole inequivocabili quelle del procuratore e di certo la trattativa per la società rossoazzurra sarà senza dubbio pesantemente inficiata dai recenti avvenimenti giudiziari. Parlando dell'operazione il comandante della guardia di finanza Raffaele D'Angelo ha spiegato: "Lo Stato deve mettere in atto dei sistemi di compensazione sui crediti d'imposta per aiutare le aziende in debito. Tutto questo avviene previa certificazione corrisposta da professionisti del settore e documentata dagli f24. In questo caso, i bilanci erano artefatti grazie alla presenza di società effimere. La Confimed non era altro che il mediatore tra i soggetti che cercavano di ottenere un rapido pagamento delle imposte, con un meccanismo che poteva anche essere illegittimo. A sua volta era anche fruitore del sistema fraudolento". Inoltre la Confimed si avvaleva, come detto, di una società di fiediussioni svizzera che non aveva l'abilitazione per svolgere l'attività finanziaria in Italia. Lo schema fraudolento, ideato e alimentato da una rete di professionisti attivi su tutto il territorio nazionale, è stato ricostruito dai finanzieri, anche attraverso una meticolosa ricostruzione dei flussi finanziari generati dalle operazioni commerciali e aveva diverse fasi: il reperimento e la costituzione di società farlocche, la commercializzazione dei crediti tributari fasulli, le operazioni di compensazione tra i crediti tributari fittizi e i debiti tributari reali, la gestione dei corrispettivi originati dagli accolli e dalle operazioni di cessione del credito. Gli associati della Confimed di Paladino, con un passato anche in politica come candidato dell'Udc e di Grande Sud, erano le imprese beneficiarie delle compensazioni e sfruttavano la possibilità offerta dal "sistema" con un vantaggio economico pari ad almeno il 20% del carico impositivo dovuto. Un sistema, come spiegano gli inquirenti, ripetuto di evasione d'imposte orchestrato da figure professionali qualificate,  imprenditori prestanome compiacenti e imprese pronte ad accaparrarsi benefici fiscali che non gli spettavano. (Da Cataniatoday.it)

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