Taranto, una tifoseria che merita rispetto

(Di Anthony Carrano) Dopo il danno, anche la beffa. Oltre al divieto di trasferta per Maglie, arriva infatti la stangata del giudice sportivo: il Taranto giocherà il big match contro il Bisceglie a porte chiuse. Una decisione pesantissima, che priva la squadra del sostegno del proprio pubblico proprio nella gara che può valere un’intera stagione.
Una premessa è doverosa: ogni atto di violenza va condannato senza alcuna giustificazione. Tuttavia, è evidente come la giustizia sia stata ancora una volta rapidissima nel penalizzare la tifoseria rossoblù, senza considerare, ad esempio, quanto accaduto a Bisceglie in occasione della finale di ritorno di Coppa Italia Eccellenza. In quella circostanza il pullman della squadra ionica fu accolto da una frangia di tifosi tutt’altro che cordiale, senza che successivamente si registrassero particolari provvedimenti.
Una città e la sua provincia, quasi 600 mila persone, meritano rispetto. Lo merita una dirigenza che, con sacrifici importanti, ha investito risorse economiche e passione nel progetto sportivo. Se chi ha sbagliato nel post-gara della partita disputata a Manduria tra Taranto-Atl.Acquaviva sta giustamente pagando per le proprie responsabilità, appare ingiusto che a subire le conseguenze sia un’intera tifoseria.
Non solo. Poche settimane fa l’allenatore del Bisceglie, Giuseppe Di Meo, si è reso protagonista di un gesto plateale — le dita medie rivolte verso la telecamera — ripreso da televisioni e testate anche nazionali. Eppure, al momento, al tecnico è consentito esercitare regolarmente la propria professione senza squalifiche o ammende. Un trattamento che molti giudicano fin troppo indulgente.
Ora arriva anche la squalifica del campo proprio nella sfida decisiva, quella in cui il Taranto si gioca una stagione intera. Proprio quando il pubblico rossoblù avrebbe potuto accogliere con civiltà mister Di Meo, dimostrando ancora una volta maturità e superiorità rispetto a certi comportamenti.
Infine, resta l’interrogativo sulla trasferta di Maglie: se all’andata i tifosi salentini hanno potuto assistere regolarmente alla partita, perché al ritorno viene negata la stessa possibilità ai sostenitori ionici? Se le tifoserie sono le stesse e in precedenza non era stata emessa alcuna ordinanza restrittiva, per quale motivo giovedì ai tarantini sarà vietato seguire la propria squadra?
Al di là di pochi, sporadici episodi — ampiamente condannati dagli organi competenti — il tifo tarantino ha sempre mostrato il suo volto migliore: quello di un amore profondo e indissolubile per la squadra della propria città. Oggi, forse, sarebbe auspicabile che anche le massime istituzioni cittadine si schierassero a difesa dell’intera comunità, perché Taranto non è violenta e merita rispetto.