Un esperimento di museologia della provocazione che invita a ripensare il rapporto tra istituzione museale e nuove forme di fruizione immersiva. È questo il cuore del progetto espositivo Artworks To Surprise, attualmente ospitato presso il MAP – Museo Archeologico di Pulsano, dove resterà visitabile fino al 6 gennaio 2026.

Il percorso vede protagonista Massimo Greco, affiancato dalle opere di Carmela Mercinelli, e si configura come un’operazione che va oltre la semplice esposizione, interrogando lo statuto stesso del reperto archeologico e il ruolo del visitatore. Tra reperti autentici e falsi d’autore, la mostra sollecita uno sguardo critico e consapevole.

Di particolare rilievo è l’installazione dedicata ai falsi archeologici: una serie di manufatti dalla indubbia genealogia che si insinuano tra i reperti originali del museo, dalla preistoria all’età romana. L’effetto è quello di un esercizio di indagine visiva che richiama le pratiche ottocentesche del restauro integrativo, costringendo il pubblico a interrogarsi su ciò che osserva.

A questi si affianca la Persephone di Mykines, scultura realizzata con argille raccolte personalmente da Massimo Greco nelle paludi nei pressi di Micene, nel Peloponneso. L’opera è spesso accompagnata da una versione multimediale animata, in cui la figura di Persefone prende vita lanciando messaggi dal tono inquietante. Prima di giungere al Museo Archeologico di Pulsano, la scultura è stata esposta in numerosi contesti prestigiosi, tra castelli, palazzi e fortezze, dalla Toscana al Lazio, dall’Abruzzo al Molise, fino agli allestimenti pugliesi all’ipogeo del settecentesco Palazzo Stola di Taranto e al Castello di Leporano.

Situato nell’Ex Convento dei Padri Riformati, il MAP – Museo Archeologico di Pulsano si trasforma così in un laboratorio di riflessione contemporanea. La rassegna Artworks To Surprise propone un’esperienza immersiva in cui l’archeologia dialoga con pittura, grafica e installazioni olografiche, grazie a videoproiezioni, schermi interattivi e postazioni tridimensionali aggiornate in relazione alla storia archeologica del territorio.

Le opere di Massimo Greco agiscono come veri e propri dispositivi di riflessione su temi di stringente attualità. La crisi climatica è affrontata con Denialism, grande tela che apre il percorso come provocazione diretta contro il negazionismo ambientale. La critica sociale emerge in lavori come Il critico visto da un ipercritico e L’uomo che ride, che mettono a nudo la mercificazione del mondo dell’arte e riflettono sull’analfabetismo funzionale nell’era dei social. L’interazione con la storia prende forma nella rilettura della Strega di Oria e nella gigantografia Embryo, che sfida il pubblico a riconoscere l’embrione umano tra diverse specie animali.

Parallelamente, il percorso svela la metamorfosi artistica di Carmela Mercinelli, attraverso un viaggio che dal figurativo classico approda a un espressionismo vorticoso e materico. Un’evoluzione che affonda le radici negli anni Sessanta, tra citazioni che spaziano da Jean-Jacques Henner a Palizzi, per giungere a uno stile personale e riconoscibile.

L’esperienza coinvolge direttamente il visitatore anche attraverso il gioco dei falsi archeologici, che invita a distinguere le opere contemporanee dai reperti autentici del museo. Il momento culminante della rassegna è previsto per il 6 gennaio, data che segnerà la conclusione di un progetto capace di mettere in discussione certezze consolidate e ridefinire il concetto stesso di museo.