Ex Ilva, Urso: “Proseguono le trattative con Flacks e Jindal”

Proseguono le trattative per l’acquisizione di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, con il coinvolgimento dei due gruppi internazionali che hanno presentato offerte vincolanti: Flacks Group e Jindal Steel International. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alla Camera durante il question time a un’interrogazione sulle indiscrezioni relative a un possibile interesse del gruppo Arvedi.
Secondo il ministro, la procedura resta aperta e competitiva. “Altri soggetti stanno mostrando interesse, come è normale che sia”, ha spiegato Urso, aggiungendo che eventuali nuove offerte potranno essere presentate purché migliorative rispetto a quelle già ricevute.
Per quanto riguarda il gruppo Flacks, Urso ha precisato che i commissari straordinari hanno richiesto documentazione utile a dimostrare la capacità finanziaria dell’azienda e che sono attualmente in corso approfondimenti tecnici tra le parti.
Parallelamente continua anche il confronto con Jindal Steel International, indicato dal ministro come uno dei principali produttori mondiali di acciaio verde. Il piano industriale presentato dal gruppo sarebbe collegato agli stabilimenti in Oman e prevederebbe l’integrazione delle attuali produzioni di Acciaierie d’Italia – tra cui bobine, laminati a caldo, tubi e lamiere – con nuovi prodotti destinati ai settori automotive, difesa ed energie rinnovabili.
Urso ha spiegato che i commissari stanno valutando entità e tempi degli investimenti previsti dal gruppo indiano, oltre agli effetti su manutenzione, ammodernamento degli impianti, tutela ambientale e decarbonizzazione.
Nel piano industriale di Jindal sarebbe prevista una produzione di circa 4 milioni di tonnellate nella fase transitoria, con l’obiettivo di raggiungere i 6 milioni di tonnellate a completamento della transizione verde.
Il ministro è intervenuto anche sul tema della cassa integrazione, ricordando che l’ultimo incontro al Ministero del Lavoro riguardava la proroga della misura per 4.450 dipendenti. Il verbale dell’incontro è stato formalizzato senza la firma delle organizzazioni sindacali, come già avvenuto in passato. Attualmente, ha concluso Urso, i lavoratori in cassa integrazione sarebbero 3.850.