Eugenia Pontassuglia e Antonio Marinucci
Eugenia Pontassuglia e Antonio Marinucci

TARANTO – Un’importante risposta dello Stato, in poco più di due mesi di indagini serrate, un’intensa attività investigativa ha portato all’individuazione di cinque presunti responsabili di una serie di assalti ai bancomat tra la provincia di Taranto e l’area ionica materana, nel mirino degli inquirenti anche “colpi” nel Lazio e in Campania.

A darne notizia è stata il Procuratore Capo di Taranto, Eugenia Pontassuglia, che ha aperto l’incontro con i complimenti all’Arma dei Carabinieri per il lavoro svolto in stretta sinergia con la Procura. Il decreto di fermo nei confronti dei cinque indagati è stato firmato dalla Procuratrice Eugenia Pontassuglia dal Procuratore aggiunto Enrico Bruschi e dal Sostituto Procuratore Francesca Colaci. Le indagini sono state realizzate dai Carabinieri del Reparto Operativo, del Nucleo investigativo e dalle compagnie della provincia di Taranto. Un lavoro portato avanti in stretta e proficua collaborazione.

«Non si configura un’associazione a delinquere – ha chiarito Pontassuglia -, ma vengono contestati singoli episodi nei quali gli indagati avrebbero agito in modo coordinato». Cinque, in particolare, gli episodi di esplosione di ATM avvenuti nel tarantino: Monteiasi, Montemesola, Mottola, Ginosa e Palagiano. Le indagini hanno preso avvio dopo il primo colpo messo a segno a Scanzano Jonico, per poi estendersi ad altri comuni della provincia di Taranto. La recrudescenza degli attacchi ha spinto la Procura a disporre provvedimenti di fermo, eseguiti a Napoli, Bari e tre nella provincia ionica.

Il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Antonio Marinucci, ha sottolineato come gli assalti avessero raggiunto una cadenza quasi settimanale. «Da tempo avevamo rafforzato i controlli nelle aree sensibili con presenza di ATM – ha spiegato – creando una squadra investigativa dedicata, composta dal Nucleo Investigativo e dal Reparto Operativo, in collaborazione con le Compagnie del territorio. È stato un lavoro certosino, con l’analisi di migliaia di ore di filmati di videosorveglianza».

Fondamentale anche il contributo di personale altamente specializzato. Il tenente colonnello Francesco Marziello ha evidenziato il ruolo dei militari esperti in antisabotaggio e degli artificieri, impegnati nell’analisi di numerosi elementi tecnici legati alle esplosioni.

A chiudere, il maggiore Gennaro De Gabriele, comandante del Nucleo Investigativo, ha rimarcato la fiducia riposta dalla Procura di Taranto e il lavoro di squadra con i magistrati Francesca Colaci ed Enrico Bruschi. «Determinante – ha concluso – l’analisi comparata dei filmati, che ci ha consentito di arrivare all’individuazione dei presunti autori dei colpi».

Alcuni momenti della conferenza stampa presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Taranto