Brindisi, Righi: “Testa bassa e lavoro, il campionato non è ancora finito”

(Di Anthony Carrano).Durante l’ultima puntata di GOL-SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE, trasmessa ogni lunedì alle 17:30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote, il direttore sportivo del Brindisi, Emanuele Righi, ha tracciato un bilancio della stagione, tra strategia, mercato, gestione della pressione e rispetto verso tifosi e avversari.
«I numeri sono una fotografia della stagione», ha spiegato Righi, «ma il merito è tutto della squadra e del mister. Stanno applicando bene le due fasi di gioco, in possesso e non in possesso palla. Anche se abbiamo subito undici gol, alcuni derivano da rigori o autogol, quindi il lavoro complessivo è convincente»
Famosa “Aria Strana” avvertita a Taranto: «Vorrei precisare questa mia dichiarazione (Ride ndr). Non ho nulla contro il Taranto. Sono legatissimo alla città per motivi affettivi, non calcistici».
Sul Taranto: «È una squadra fortissima, costruita logica e giocatori giusti. Mancano ancora cinque partite, quindi bisogna stare molto attenti: il campionato è difficile e nulla è ancora deciso».
Riguardo mister Ciullo: «È un allenatore con la A maiuscola, pragmatico e concreto. Ha fatto giocare la squadra con molti moduli diversi. Non siamo una squadra spettacolare, ma preferisco vincere 1-0 giocando male che perdere 2-1 giocando bene. Il nostro rapporto è franco, a volte litigioso ma molto costruttivo. Ad esempio, abbiamo avuto battibecchi sulla scelta dei portieri, lui voleva il portiere under poi però sono stato bravo a convincerlo per avere due over tra i pali, mentre lui è stato bravo a convincermi su altre sue scelte».
Sul mercato e sull'acquisto di Sanchez: «Nei mesi precedenti capivo che ci mancava imprevedibilità. Appena ho individuato il giocatore giusto, sono andato deciso su di lui. Lo volevo già quest’estate, ma aveva un’offerta da categoria superiore. Con Damiano Pozzessere, in una sola sera, siamo riusciti a convincerlo e chiudere l’accordo. Con Alboni, dal Sangiuliano in Serie D, e Gori, del 2007, sono state altre buone acquisizioni: il mister ha avuto fiducia e stanno rendendo bene. Ma il lavoro non finisce qui».
Righi ha anche fatto chiarezza su alcune dinamiche di mercato: «Spesso il nome del Taranto viene utilizzato dai procuratori per alzare il prezzo di un giocatore destinato altrove. Molti tifosi leggono i nomi e pensano che ci siano stati rifiuti, ma in realtà spesso non c’è mai stato un reale interesse».
Sull’approccio caratteriale alla stagione: «Abbiamo scelto una linea tosta fin dal primo giorno. I cognomi sono belli negli album, ma in campo contano solo le prestazioni. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con giocatori intelligenti, capaci di capire subito che il lavoro duro è l’unica strada».
Riguardo alla concorrenza: «Non è giusto dire che il campionato delle altre squadre è deludente. Tutti gli staff tecnici, i calciatori e le società stanno facendo bene. È normale che ci sia frustrazione nei tifosi che non vedono la propria squadra davanti, ma questo è il calcio».
Sui festeggiamenti post Spinazzola: «Sono contento per la città e per i tifosi, perché due anni di sofferenza meritano soddisfazioni. Ma non possiamo permettere che la squadra si sieda davanti ai festeggiamenti: dobbiamo concentrazione sul nostro unico obiettivo, vincere il campionato. Domenica c’è la partita fondamentale col Polimnia».
Righi ha poi espresso un desiderio in vista delle 37esima giornata che vedrà l'incontro tra Brindisi e Taranto: «Mi piacerebbe un Brindisi-Taranto simile a Barletta-Martina di domenica, con migliaia di tifosi e colori in tribuna. Vorrei rimanere imbattuto: usare il termine “anno degli invincibili” può far arrabbiare i tifosi avversari (Sorride, ndr), mi piacerebbe mantenere questa cosa insieme alla vittoria del campionato».
Infine, una riflessione sulle proprietà e sull’impegno economico: «Dobbiamo essere fortunati a vivere questa stagione, con proprietà che non stanno lesinando alcuno sforzo. Brindisi, vale per il Taranto. Se non c’è chi mette la benzina nella macchina, la macchina non parte. L’insoddisfazione per un risultato fa male, ma dobbiamo ricordarci di questo e apprezzare chi investe senza avere ritorni immediati».