Ciro Danucci (foto Franco Capriglione)
Ciro Danucci (foto Franco Capriglione)

Alla vigilia della finale di ritorno di Coppa Italia Eccellenza Puglia, in programma alle 18.00 di giovedì 4 febbraio allo stadio Ventura si Bisceglie (diretta tv su Antenna Sud, canale 14 del DTT, e in streaming su antennasud.com), Ciro Danucci, tecnico del Taranto, ha presentato la sfida toccando temi chiave come condizione fisica, scelte di formazione, equilibrio mentale e importanza dell’atteggiamento.

Fortuna sì, ma solo se costruita

Per Danucci la fortuna non è mai casuale: “La fortuna è una componente, ma va cercata attraverso il gioco. Non credo nella fortuna fine a sé stessa, credo che l’atteggiamento indirizzi gli episodi. Nel lungo periodo è il lavoro a portarti lontano”.

Su Lavopa

“È un ottimo giocatore per la categoria: ha qualità tecniche importanti e anche tanta gamba. Per il Bisceglie è un elemento fondamentale, cercheremo di limitarlo il più possibile. Deciderò domani mattina chi mettere in campo per cercare di limitarlo. Molto dipenderà anche dallo sviluppo della partita”.

Sulla preparazione della finale

“Queste partite si preparano da sole. Bisogna affrontarle con serenità e professionalità, curando ogni dettaglio, perché sono proprio i dettagli a decidere i grandi match. Da calciatore ho giocato partite simili e questa esperienza mi aiuta a trasmettere calma ai ragazzi. Affrontiamo la prima della classe, una squadra che ha fatto un percorso importante, ma cercheremo di rendergli la vita difficile su un campo caldo e complicato”.

Sull’equilibrio della gara

“Non si possono fare molti calcoli: è una partita secca, entrambe le squadre giocheranno per vincere. Siamo due squadre forti, con pregi e difetti, e vincerà chi sbaglierà meno e avrà più voglia. Sarà una gara molto combattuta anche dal punto di vista agonistico. Il Bisceglie non arriverà mentalmente diverso nonostante le ultime sconfitte: una finale è sempre una storia a sé”.

Sulle scelte di formazione

“Sono valutazioni che sto facendo: domenica avevamo cinque juniores in distinta e molti giocatori fuori. Sicuramente non ci saranno Labianca e Trombino, mentre altri non saranno al meglio. Tutti vogliono giocare queste partite, ma dovrò schierare una squadra equilibrata, tenendo conto anche del minutaggio a disposizione, perché mi aspetto una gara fisicamente molto dura”.

Su Rizzo e Guastamacchia

“Hanno grande esperienza, ma soprattutto a livello umano sono due persone molto disponibili che mi danno fiducia. In allenamento sono partecipi e cercano sempre di trasmettere ai compagni il calore della piazza con grande professionalità”.

Sugli under

“Tutti hanno possibilità di giocare. Dipenderà molto dagli over che staranno meglio: in base a loro sceglierò l’under nel ruolo giusto. Monetti, Sansò e Corallini hanno chance e ho molta fiducia in loro. Chi scenderà in campo farà sicuramente bene”.

Sull’importanza dell’atteggiamento

“In tutte le categorie l’atteggiamento è fondamentale: solo così emergono le qualità della squadra. È una finale e mi aspetto personalità, concentrazione per tutti i 100 minuti e la capacità di mettere in campo ciò che abbiamo preparato. Devono fare il Taranto e le cose che sanno fare”.

Sui tifosi

«Dispiace che in una finale non ci siano entrambe le tifoserie. I nostri tifosi però so che ci sosterranno: all’andata ci hanno spinto per tutti i 90 minuti, anche nei momenti di difficoltà».