Archiviata la delusione di Coppa, il Taranto è chiamato a una risposta immediata nella sfida di campionato con Ugento. Alla vigilia, l’allenatore Ciro Danucci ha chiesto una prova di sostanza dopo la gara di giovedì, indicando la vittoria come obiettivo necessario per ripartire. “Dobbiamo portare a casa la vittoria, non abbiamo molte alternative. L’Ugento ha buoni giocatori, ha pareggiato con l’Unione Bisceglie e perso negli ultimi minuti con il Brindisi. Dobbiamo recuperare energie fisiche e mentali facendo di necessità virtù, anche se abbiamo piccoli problemi fisici”, ha detto.

Il tecnico ha poi spiegato perché, a ridosso dell’ultima partita, non è voluto entrare nei dettagli sulle condizioni del gruppo. “Dare troppe informazioni sullo stato di salute della squadra non era giusto, avremmo avvantaggiato gli avversari”, ha chiarito, ricostruendo però il quadro complessivo: “In distinta erano presenti cinque juniores per via delle assenze oltre a giocatori non al meglio. Trombino, Labianca e Hadziosmanovic erano fermi per problemi muscolari, mentre Marino e Magallanes erano squalificati. Delvino non era al massimo, ma è stato comunque impiegato. Incerti non si era allenato con continuità, Loiodice e Aguilera erano in condizioni non ottimali, Guastamacchia e Losavio avevano altre problematiche, Zampa aveva avuto la febbre prima della gara”.

Sul gol subito, Danucci ha parlato di un episodio specifico. “C’è stato un errore di lettura, loro hanno sfruttato l’unica palla gol e l’hanno trasformata. Perché rischiare Delvino? Ho deciso di farlo giocare perché da quella parte c’era Lopez e nella gara d’andata lo aveva tenuto bene. Delvino non ha la spinta di Hadziosmanovic, ma ha altre caratteristiche”.

Capitolo infortuni: l’allenatore ha detto di voler andare a fondo sulle cause. “Siamo i primi a farci un esame di coscienza. Mi sono informato su ciò che i ragazzi hanno fatto nel periodo in cui non ci sono stato. Da un lato il sovraccarico per le partite ravvicinate, dall’altro le condizioni del campo di allenamento a San Giorgio. Quando piove si crea una sorta di melma. Molti hanno problemi agli adduttori e al pube. Ci sono addetti che stanno provvedendo. Molti infortuni derivano dal problema di non avere una preparazione estiva adeguata. Abbiamo fatto di necessità virtù. Dobbiamo recuperare più giocatori possibile”.

Sul fronte degli obiettivi, il tecnico non ha nascosto l’ambizione. “Dobbiamo conquistare più punti possibili per disputare quantomeno i playoff, rosicchiando punti alle avversarie. La nostra squadra può competere con tutte”.

Quanto al tema della personalità, ha chiarito che non si riferiva all’intera prestazione, ma a specifiche fasi della ripresa. “Dopo un ottimo primo tempo, nel secondo in alcuni momenti avremmo dovuto gestire meglio le ripartenze. Nella ripresa avremmo dovuto giocare più palla a terra e meno con i lanci lunghi. Mi aspettavo da chi ha più tecnica una gestione migliore della palla”, ha spiegato.

Sulla fascia di capitano e sui leader, Danucci ha puntualizzato: “Il capitano non è per forza il trascinatore. Ci sono leader silenziosi nello spogliatoio. Ora sembra tutto da buttare, ma dobbiamo rimboccarci le maniche: ognuno deve essere il capitano di se stesso. Fino alla fine cercheremo di fare il massimo, abbiamo la speranza di lottare per promozione e play off”, ha aggiunto.

Il passaggio sull’attaccamento è stato altrettanto diretto. “Quando indossi una maglia così prestigiosa, il passato è passato. Ogni giornata bisogna dimostrare il proprio valore. Veniamo da una sconfitta pesante e mi aspetto attaccamento e voglia di rivalsa. Sarà difficile affrontare il Taranto per tutti. Spero che i miei ragazzi combattano fino all’ultimo minuto dell’ultima partita”.

Sul piano dell’identità di gioco, il tecnico ha rivendicato quanto costruito. “Abbiamo un’ottima identità, arriviamo tante volte a concludere. Sono deluso dalla sconfitta in Coppa, ma nella doppia sfida avremmo meritato di passare. Togliere cinque o sei giocatori al Taranto diventa pesante. Siamo una squadra che rischia anche poco, abbiamo preso pochi gol e segnato tanto. Dobbiamo toglierci dalla testa la Coppa ed eliminare queste tossine”, ha concluso.

Un’altra riflessione ha riguardato l’uso dei lanci lunghi contro Bisceglie. “Avevamo preparato la partita sugli attacchi alla profondità, ma abbiamo abusato dei lanci lunghi, soprattutto quando ti vengono a pressare. Nonostante alcuni calciatori non fossero al top della condizione, nel primo tempo abbiamo fatto una buona gara. Nel secondo, dopo i calci d’angolo consecutivi, mi aspettavo una squadra più matura: invece abbiamo continuato a mettere palla davanti”.

Nel confronto tra stili di gioco, Danucci ha rispettato l’approccio dell’avversario e ha riconosciuto la qualità offensiva di Bisceglie. “Ognuno ha il suo modo di vedere il calcio, si vince e si perde in tutti i modi. Loro davanti hanno giocatori forti come Senè, Amoroso, Lopez, Dammacco, Citro e Maffei. Si difendono bassi, ma hanno Senè e Lopez bravi ad attaccare gli spazi. Se il Taranto non arriva in maniera corale negli ultimi trenta metri fa fatica, perché, tolto Loiodice, non ha molti giocatori abili nell’uno contro uno. Per questo voglio arrivare in modo corale negli ultimi trenta metri”.

Infine, il tecnico ha richiamato anche la prova di Martinkus e l’esempio della trasferta di Bitonto. “A Bitonto abbiamo vinto con grande supremazia. Giovedì ho visto un Taranto intenso e non ricordo parate di Martinkus. Se devo trovare un appiglio è che non avevamo i giocatori nelle migliori condizioni e qualche cambio in più avrebbe aiutato. Dobbiamo migliorare, e la cazzimma è allenabile facendo capire ai calciatori la loro forza”, ha concluso. (Si ringrazia il collega Enrico Losito)