Tennis: Si conclude l’Australian Open, uno slam da ricordare…

TENNIS
31.01.2022 22:39

(Di Fabio Dal Cin) Siamo all’epilogo di questi Australian Open, uno dei 4 tornei del grande slam, il primo del 2022, il più controverso (per come sono andate le cose). Vince il singolare maschile Rafael Nadal diventato a 35 anni il primo giocatore a toccare quota 21 Slam, lasciando indietro (per ora) Novak Djokovic e (forse per sempre) Roger Federer. Vince il singolare femminile Ashley Barty, umile, determinata e talentuosa tennista di casa. Il duo estroso Kyrgios-Kokkinakis vince il doppio maschile. Un torneo orfano del numero uno al mondo e nove volte vincitore di questo torneo, Novak Djokovic, un vero peccato! L’epica vittoria di Nadal avrebbe avuto un sapore diverso se a farne le spese fosse stato proprio Novak, o “Novax” come definito da molti “haters” del web. Già, la vicenda iniziale ha senz’altro macchiato questi Australian Open: dai visti negati alla detenzione, dalle dichiarazioni forti e inopportune dei genitori del campione serbo alla contesa tra “vax” e “no vax”. Fa male rileggere cattiverie e insulti che opinionisti e giornalisti, anche autorevoli, hanno indirizzato verso colui che, dati alla mano, è candidato a essere ricordato come uno dei più grandi tennisti dell’era open. Ma Nole è dunque un santo? Assolutamente no, ma anche chi sbaglia (e di errori ne ha commessi) merita rispetto. Nel caso Djokovic inoltre pesa la mancanza di autorevolezza e forse competenza di Tennis Australia la quale non ha fatto nulla per gestire il circo mediatico che per dieci giorni ha offuscato uno sport nobile come il tennis. Infine, il governo australiano, quello delle “rules are rules”, che tanto ha fatto appassionare molti italiani, non ha mai commentato in merito alla mancanza di controlli anti-Covid denunciati da alcuni atleti come Zverev (il tedesco in conferenza stampa ha detto: “non siamo controllati, se lo fossimo credo che scopriremmo più positivi”) o Tomic. Per questo, sarà uno slam da ricordare. Nel tennis giocato, Rafael Nadal è stato protagonista di un match epico e non solo per una questione anagrafica (dieci anni tra lui e Medvev). Ciò che rende questo ragazzo una leggenda di questo sport è la motivazione, la tenacia, la forza di volontà e l’umità. Sotto 2-6, 6-7, 2-3 e 0-40 Nadal era già virtualmente “sotto la doccia”, vittima di un cinico e solido Daniil Medvev, l’uomo più in forma del momento, candidato al titolo e a sottrarre lo scettro del primato mondiale a Djokovic (a proposito, Nole per chi avrà tifato?). Eppure Nadal, colpo dopo colpo, a denti stretti e con esperienza ha aspettato, ha cambiato tattica spezzando spesso il gioco con improvvise palle corte (quasi sempre vincenti) e dopo oltre cinque ore di gioco, ha vinto il 21° slam. Immenso! Per questo, sarà uno slam da ricordare. Gli italiani? “chi si accontenta gode” si dice, ma nel tennis come per qualsiasi altro sport, chi si accontenta non vince! Sinner, partito solido e in forma, ha dimostrato dei limiti di maturità tennistica perdendo contro il primo vero ostacolo, ovvero Stefanos Titsipas (poi sconfitto agevolmente da Medvev). Ha solo vent’anni, si può perdonare. Matteo Berrettini si conferma l’uomo dei record italiani. Dopo essere stato in finale a Wimbledon, ha raggiunto le semifinali qui, in Australia. Nessun italiano meglio di lui in 130 anni di tennis. Nessun italiano, appunto, ma per la consacrazione internazionale definitiva  urge un titolo slam! Per questo, sarà uno slam da ricordare. Adesso si riparte, prossimo appuntamento il “Dubai Tennis Championship”. Sarà proprio Djokovic, la cui presenza è confermata, a guidare la rosa di atleti che dal 14 al 26 febbraio si contenderà il titolo. Che vinca il migliore, nessun “escluso”! Buon tennis!

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