Lo SNALV Taranto esprime profondo cordoglio per la morte avvenuta nell’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva, costata la vita al lavoratore Claudio Salamida, e punta il dito contro quella che definisce una grave mancanza di prevenzione e responsabilità ben precise.

Secondo Salvatore Mattia, segretario provinciale SNALV-Confsal Taranto, “vi sono aspetti che non possono essere ignorati - si legge in una nota -. In primo luogo, si contestata la scelta di mandare un lavoratore da solo a operare su un impianto complesso, inaccettabile sotto il profilo della sicurezza. In secondo luogo, ci si pone interrogativi sull’utilizzo di pedane in legno al posto di un piano di calpestio adeguato e strutturalmente sicuro”.

Il sindacato auspica venga fatta piena luce sull’accaduto e che chiunque abbia responsabilità nella morte di Claudio Salamida possa essere perseguito secondo giustizia. ”Non si tratta solo di ripagare una perdita che non potrà mai essere colmata, ma di dare un segnale chiaro e forte affinché tragedie simili non si ripetano”, sottolinea Mattia.

Per l’organizzazione sindacale, l’accertamento delle responsabilità deve rappresentare anche un monito per i vertici aziendali, affinché venga garantita un’attenzione massima alla sicurezza di chi ogni giorno opera all’interno dello stabilimento. La tutela della vita e dell’incolumità dei lavoratori, ribadisce il sindacato, deve essere una priorità assoluta e non può essere subordinata a logiche produttive“, conclude Salvatore Mattial, segretario provinciale SNALV-Confsal Taranto.