BRINDISI: Gabriele Boccuzzi, fantasia e "calcio di strada"

Calcio Varie
Redazione
31.05.2016 00:43

La neonata Brindisi Soccer è interessata all'ex tecnico di Taranto, Gallipoli oltre che di Milan e Inter…

- Brindisi dopo Taranto e Gallipoli, il mare come denominatore comune?
"Aggiungerei Puerto Rico, un'isola caraibica da dove sono rientrato dopo una stagione come Direttore Tecnico nella Academy più importante dell’isola (Tasis Club). Con la neo nata società Brindisi Soccer abbiamo avuto dei contatti, il progetto è moderno, per alcuni aspetti unico e per questo estremamente interessante".
- Allenatore e responsabile dell’Academy, ruoli importanti.
"Sono ruoli che ho ricoperto contemporaneamente nelle mie esperienze negli USA. Dalla mia ultima Juniores di Galllipoli, diversi giocatori giocano in pianta stabile in Serie D e uno ha fatto il salto nei Professionisti (Fiore al Torino, ndr). I miei ragazzi, alla fine del percorso, sono mentalmente e fisicamente pronti".
- Nel giovane calciatore da formare più fisico che tecnica?
"Negli ultimi anni si è puntato molto sul fisico e poco sulla tecnica. La tecnica si impara provando e riprovando e il momento migliore per farla propria è la partita, la competizione: non basta eseguire un gesto tecnico alla perfezione, nel calcio ci vuole fantasia".
- Quindi calcio con fantasia o passione?
"Ai ragazzi, fino a una certa età, va lasciato lo spazio per giocare, sbagliare, l'importante è che abbiano la libertà di usare la fantasia nella costruzione di un'azione. Non si possono ingabbiare dentro un sistema di gioco. Si chiama appunto gioco del calcio, i ragazzi devono giocare per ritrovare passione nello sport! Oggi, in Italia, il numero di rinunce è troppo elevato".
- Ci sta dicendo che il calcio di strada era più formativo?
"E’ impossibile ricreare “il calcio di strada” in una Academy, però se ne possono utilizzare i concetti, la libertà che deriva dalla strada, la libertà di giocare a calcio senza ingabbiarli in troppe regole. L’essenza nel calcio è 1 contro 1 e va stimolato non represso! Il "calcio di strada” deve essere inteso come una filosofia di gioco".
- ”Fuoriquota” nei professionisti come nei Dilettanti, qual’è la sua opinione?
"Troppa confusione. Un giovane calciatore deve giocare con la prima squadra non solo perché lo indica la data di nascita, ma perché lo merita, perché ne è capace. Ha pochi stimoli, spesso troppe responsabilità e rovina le dinamiche di un gruppo squadra".
- Il calcio pugliese, come lo vede?
"Spero che il modello proposto dalla nuova società Brindisi Soccer possa essere da traino per un calcio direi fallimentare; per Taranto, Lecce, Bari, il risultato playoff è il fallimento del progetto senza futuro".

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