Caro energia e materie prime: ‘A rischio aziende storiche e centinaia lavoratori’

CRONACA
30.08.2022 23:16

La ripresa delle attività produttive dopo la pausa estiva si presenta difficoltosa e densa di preoccupazioni. Gli aumenti vertiginosi dei prezzi del gas e dell’energia elettrica, sommati a quelli delle materie prime, stanno impattando in maniera drammatica sulle aziende che, nel migliore dei casi, ricorreranno ad un uso massiccio degli ammortizzatori sociali. Contestualmente, altre aziende storiche stanno riflettendo sull’opportunità di chiudere battenti, con conseguenze occupazionali devastanti su centinaia di lavoratori.

Per la Fim Cisl è necessario un intervento urgente sia a livello nazionale che territoriale. Non possiamo attendere, inermi, l’esito del voto, rimandando ogni intervento al nuovo Governo - di qualunque colore esso sia – e sperando nel miracolo del giorno successivo.

Come già evidenziato dal segretario nazionale generale della Fim Cisl Roberto Benaglia è arrivato il momento che i partiti escano da una campagna elettorale di slogan attraenti e facciano quadrato attorno a questa grave emergenza per le imprese e per i lavoratori. Non fare nulla ora, significa far pagare ai lavoratori già in difficoltà le criticità delle imprese.

«Tutto ciò come sindacato non lo accettiamo. A livello territoriale riteniamo necessario un confronto serio tra grandi e piccole aziende, parti sociali e istituzioni – incalza il segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, Michele Tamburrano – per verificare la situazione. Siamo molto preoccupati sulla tenuta specie delle piccole aziende, maggiormente esposte alle difficoltà; temiamo che non riescano a reggere tale difficile situazione. In tal senso – aggiunge – il ritardo dei pagamenti degli stipendi, da parte di alcune di queste, rappresentano un primo segnale da non sottovalutare. Oltre a dover onorare la corresponsione regolare delle retribuzioni sono costrette a rispettare, a prezzi invariati, i contratti sottoscritti con le grandi committenti in periodi di minore difficoltà, quando le materie prime costavano circa il 30/40% in meno».

«Chiediamo ai Prefetti di Taranto e di Brindisi, unitamente alle delegazioni di Confindustria, di farsi promotori di un tavolo di confronto permanente sui rispettivi territori per monitorare la situazione costantemente e dare la possibilità alle aziende di manifestare e motivare eventuali stati di sofferenza economica. Tutto ciò si rende necessario e urgente, in quanto il grave momento di crisi economica sembra destinato a durare a lungo e per questo necessita di un equilibrata gestione per scongiurare il peggio. La Fim Cisl – conclude Tamburrano - è pronta ad offrire il proprio contributo in termini di idee e disponibilità al confronto consapevole che la strada è tutta in salita».

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