Migliaia di persone hanno partecipato a Taranto al Concertone dell’Uno Maggio Libero e Pensante, giunto alla tredicesima edizione e ospitato nel Parco archeologico delle Mura Greche intitolato a Massimo Battista. Un appuntamento ormai simbolo della città, dedicato ai temi del lavoro, della salute e dei diritti, organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.

Sul palco si sono alternati musica e testimonianze civili, con la direzione artistica affidata ad Antonio Diodato, Roy Paci, Valentina Petrini e Michele Riondino, mentre la conduzione è stata curata da Andrea Rivera, Martina Martorano e Serena Tarabini.

Ad aprire la giornata, dopo le esibizioni di gruppi locali, un collegamento con Alessandro Mantovani, inviato del Fatto Quotidiano, a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. L’attenzione si è concentrata sulla sorte dei 173 attivisti fermati dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana, con parole di solidarietà per Gaza e per le mobilitazioni di sostegno in Italia.

La musica ha poi preso il centro della scena con artisti come Subsonica, Brunori Sas, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario, Marco Castello e numerosi protagonisti della scena indipendente. Spazio anche a progetti collettivi e internazionali, come Catu Diosis e Cigno, con performance che hanno affrontato temi sociali e politici.

Accanto agli artisti, numerosi interventi di figure impegnate sui diritti civili, tra cui Francesca Albanese, Tomaso Montanari e Omar Barghouti, oltre alla partecipazione di associazioni come Amnesty International Italia ed Emergency.

Momenti di forte impatto emotivo si sono registrati durante gli interventi dedicati alla sicurezza sul lavoro. Sul palco la testimonianza legata alla vicenda di Claudio Salamida, operaio dell’ex Ilva morto lo scorso gennaio. La moglie, Maria Teresa D’Aprile, presente ma in silenzio, ha affidato le sue parole all’avvocata Ornella Tripaldi: “La sicurezza non è un favore, ma un diritto. Quando si taglia sulla sicurezza si paga con la vita delle persone”.

Nel suo intervento, Michele Riondino ha richiamato il senso profondo della manifestazione e il legame con la città: “Taranto non dipende dall’acciaieria, Taranto ospita quell’acciaieria”. L’attore ha letto anche una lettera di una studentessa, simbolo di una generazione che guarda al futuro con consapevolezza, pur nella scelta di partire con la speranza di tornare.

Il Concertone si conferma così uno spazio di partecipazione e riflessione collettiva, capace di unire cultura, impegno civile e memoria, in una giornata che a Taranto continua a rappresentare molto più di una semplice festa del lavoro.