CRONACA

Taranto: Precari scuola in piazza contro Ministero Istruzione

Comunicato stampa
01.06.2020 12:52


Il coordinamento precari scuola autoconvocati di Taranto e provincia scende in piazza per prendere le distanze dalle recenti decisioni del Ministero dell’Istruzione che non sono adatte a garantire il corretto avvio del prossimo anno scolastico e getteranno la scuola nel più completo caos. Giovedì 4 giugno alle ore 17 si ritroverà in Piazza della Vittoria di Taranto per una manifestazione che boccia, insieme a genitori e studenti, la DAD. Una data scelta ad hoc in quanto proprio in questa giornata sarà ridiscusso alla Camera il Decreto Scuola. “Le decisioni prese in maniera unilaterale dal Ministero dell’Istruzione non tengono conto delle istanze presentate dalle parti sociali (sindacati, associazioni e coordinamenti di docenti precari), ignorano le proteste delle associazioni di genitori e studenti e sono in opposizione al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). Il Decreto Scuola N.22, è stato approvato al Senato con voto di fiducia dopo una controversa discussione conclusasi con la cancellazione di quasi 400 emendamenti presentati sia dalla maggioranza che dall’opposizione in favore di un maxi emendamento finale che ha perfino peggiorato il testo. Noi pensiamo che le decisioni riguardo un settore fondamentale come quello della scuola dovrebbero essere condivise ed essere frutto di un dibattito costruttivo e democratico, nell’interesse delle giovani generazioni che dalla scuola vengono formate e dei professionisti che vi lavorano e non portate avanti “a colpi di fiducia”. Noi crediamo che le decisioni politiche debbano essere la traduzione delle proposte delle parti sociali e delle reali necessità del mondo della scuola e questo provvedimento non rappresenta nulla di tutto questo”. Il secondo motivo che porta i precari in piazza è legato al concorso straordinario per il ruolo, ribattezzato “Ammazza Precari” visto lo scarso numero di docenti appartenenti a questa categoria che potranno essere stabilizzati. “Il concorso portato avanti dal Ministero dell’Istruzione si presenta inadeguato a risolvere il problema del precariato nella scuola e porterà al numero record di 200.000 supplenze a settembre. Duecento mila insegnanti precari, di cui 70.000 con oltre 3 anni di servizio, cambieranno nuovamente scuola e alunni ed il Governo ancora una volta non avrà garantito la continuità didattica a discapito degli studenti. Con questo concorso non viene data alcuna rilevanza all’esperienza maturata negli anni, se non nella sola valutazione dei titoli aggiuntivi. Il CSPI prima e le rappresentanze sindacali poi avevano suggerito procedure semplificate, sostenute anche da diversi emendamenti presentati dalle varie forze politiche della maggioranza e dell’opposizione. Così facendo almeno una parte dei precari storici sarebbero stati assunti a settembre attraverso la graduatoria provinciale per titoli e servizio. Il percorso di formazione abilitante sarebbe stato compiuto durante l’anno e la valutazione sarebbe stata in uscita, attraverso una prova orale. I docenti precari non chiedono una sanatoria, ma l’ applicazione della normativa. Il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487 prevede assunzione nel pubblico impiego per titoli, imponendo anche procedure che favoriscano celerità ed economicità. La direttiva europea 70/1999, recepita dall’Italia dal Decreto 368/2001, prevede la stabilizzazione dei precari dopo 36 mesi di contratto a tempo determinato.,Inoltre i docenti con servizio esclusivo su sostegno restano ingiustamente esclusi da qualunque forma di stabilizzazione”. A questo punto i precari decidono di scendere in piazza e chiedere:
1. la stabilizzazione dei docenti precari con almeno 3 anni di servizio, attraverso una graduatoria provinciale per titoli e servizio e anno transitorio abilitante con prova orale selettiva in uscita. sia su materia che su sostegno.
2. I docenti con esclusivo servizio su sostegno di almeno 36 mesi, devono essere specializzati con accesso diretto al TFA, con eventuale erogazione del corso stesso in modalità telematica da parte degli atenei.
3.la conversione degli organici di fatto in organici di diritto, soprattutto in controtendenza con i tagli agli organici che in questi giorni vengono annunciati dai provveditorati locali.
4.valorizzazione del lavoro dei docenti durante la DAD. ricordiamo che la nuova modalità lavorativa è stata caricata totalmente sulle spalle del docente, soprattutto dei docenti precari che non usufruiscono né usufruiranno in futuro né del bonus docente né del bonus merito.
5. pari opportunità tra scuola statale e scuola paritaria (art. 62/2000)
6.riduzione del numero degli alunni nelle classi.
7.inizio a settembre della didattica in presenza e non tramite assurde modalità di dimezzamento delle classi tra didattica in presenza e didattica a distanza.
8. chiediamo infine al Governo investimenti per il comparto scolastico, troppo spesso dimenticato, al fine da migliorare le strutture e gli edifici scolastici e portare in classe sempre più docenti e personale ATA a tempo indeterminato. La manifestazione è organizzata in concomitanza con manifestazioni su tutto il territorio nazionale.

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