L’eredità secolare, l’esigenza d’innovare, l’aggiornamento costante, la forza del presente, la voglia del domani, l’idea ancestrale di essere parte della terra e del mare da rispettare.

E la qualità del prodotto, l’etica del lavoro, le regole da osservare, il rispetto per se stessi e per la comunità che, coltivando, va raggiunta e servita tutti giorni…

Delphis d’Oro è il nome di un premio che riconosce l’arte di saper fare rispettando i tratturi, le coste e tutto quello che la nostra Terra  sa offrire. 

Fondazione Taranto 25 ha replicato il successo dell’anno scorso, ierisera, grazie al lavoro del gruppo di soci che di Agroalimentare si occupa per competenza e per passione.

Ospiti dell’Aeronautica Militare,  a pochi metri navigabili dai citri del Mar Piccolo, abbiamo assegnato il Delphis d’Oro 2026 a sette eccellenzedella terra ionica, un pezzo fondamentale delle colture di Puglia.

Abbiamo narrato storie di uomini e di nonne che da decenni, in alcuni casi da più di un secolo, si tramandano per geni e per cultura l’amore per unlavoro che alla natura si affida, (rispettandola) per garantire alimenti di qualità, occupazione stabile e produzioni doc da condividere con il resto d’Italia, talvolta d’Europa. Anche oltre...

“Siamo qui per celebrare ciò che ci rende orgogliosi. Fondazione Taranto 25 è nata per dar voce e volto alle eccellenze, che in questo caso troviamo sulle nostre tavole e che ringraziamo perché generano ricchezza, bellezza, cultura del lavoro, futuro per i nostri figli - ha evidenziato Fabio Tagarelli, presidente della Fondazione di Partecipazione -. E’ il senso anche dell’impegno che distingue i soci di Taranto 25, in questo caso del gruppo “Agroalimentare”: guardiamo al domani con fiducia. Portiamo all’attenzione della pubblica opinione chi pensa, realizza e produce diventando orgoglio per tutti noi”.

Dopo il saluto istituzionale, e ci permettiamo di aggiungere “amichevole”, del comandante della Svam,  col. Pierluigi Loprete, la cerimonia del Delphis è stata introdotta dall’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli che ha apprezzato e sostiene l’idea di fare rete per mettere in luce le eccellenze produttive del nostro territorio.

Dunque, la premiazione.

Ieri sera, sette aziende hanno ricevuto il meritato riconoscimento, introdotte ognuna da un monologo dell’attrice Erika Grillo che, per l’occasione, ha scritto e portato in scena testi mirati… brevi, intensi, da appalusi.

Parole di vita vissuta piegati sulla terra o con le mani nel mare, manovrando trattori e paranze, tra funghi e semenze, acini e ostriche, palmi solcati e nasse inzuppate. Reti, acini, tendoni, tratturi da arare, nonni, padri, madri, sorelle, fratelli, figli che all’alba timbrano la loro giornata.  

Nome per nome, storia dopo storia.

I soci del gruppo di lavoro “Agroalimentare” di Taranto 25, Nicola Cristella, Rosa D’Urso, Vincenzo Trisolini, Vincenzo Perrini, Angelo D’Urso e Gildo Schievano, hanno così premiato:

SOCIETÀ AGRICOLA VIVAI BUEMI S.R.L. (sul palco Gianluca Buemi)

LACALAMITA ROSA (sul palco Anna Lisa Moretti)

LOCONTE S.R.L. (sul palco Angelo Loconte)

CONSORZIO DI TUTELA IGP CLEMENTINE DEL GOLFO DI TARANTO (sul palco Daniela Barreca)

AGRICOBOTS S.R.L. (sul palco Alessandro Deodati e Pierino Chirulli)

FUNGHITALIA (sul palco Donato De Biasi)

FRATELLI D’ANDRIA (sul palco Franco D’Andria)  

Ma Delphis d’Oro 2026 per l’Agroalimentare non finisce qui. Per il prossimo ottobre, infatti, è in cantiere un terzo appuntamento. La sorpresa è stata svelata dal presidente Fabio Tagarelli e dalla vicepresidente Fiorella Occhinegro, sul palco accanto al protagonista annunciato Giuseppe Savino, divulgatore che attraverso il suo notissimo Vvazzap punta su una concezione nuova di agricoltura sostenibile. A misura del mondo.