Sicurezza lavoro, UIL Taranto: “Nulla da celebrare, già 3 morti nel 2026”

Non c’è spazio per celebrazioni a Taranto nella Giornata Mondiale per la Sicurezza sul Lavoro. È il messaggio lanciato dal coordinatore territoriale della UIL, Gennaro Oliva, che denuncia un bilancio già drammatico nei primi mesi del 2026: tre lavoratori morti in meno di cento giorni.
“Non abbiamo nulla da festeggiare - afferma -, ma solo vite da piangere e famiglie distrutte a cui dare risposte. Questa strage continua deve essere fermata”. Un appello forte che richiama l’attenzione di istituzioni, enti di controllo e imprese sulla necessità di interventi immediati.
Le tre tragedie che hanno segnato l’inizio dell’anno hanno colpito profondamente la comunità ionica. Il 12 gennaio, nello stabilimento siderurgico, ha perso la vita Claudio Salamida, 46 anni, precipitato a seguito del cedimento di un grigliato nell’area Acciaieria 2. Il 2 marzo è morto Loris Costantino, 36 anni, dipendente di una ditta dell’indotto, caduto da circa dieci metri durante operazioni di manutenzione nell’area agglomerato. L’ultimo episodio risale al 13 aprile, quando Roberto Di Ponzio, 38 anni, è deceduto nel cimitero di San Brunone, travolto da un palo dell’illuminazione mentre operava su una gru.
“Non possiamo considerare queste morti come fatalità - sottolinea Oliva -. Sono giovani lavoratori usciti di casa per guadagnarsi da vivere e mai più tornati”. Il coordinatore evidenzia come il polo siderurgico continui a rappresentare una criticità strutturale, ma avverte anche che il rischio non riguarda solo le grandi industrie, estendendosi ai cantieri urbani e agli appalti di manutenzione.
Se i dati provvisori Inail indicano una diminuzione dei decessi sul lavoro a livello italiano, Taranto registra invece una preoccupante controtendenza. Restano inoltre elevati i numeri delle denunce di infortunio e, soprattutto, delle malattie professionali, tema particolarmente sensibile per un territorio a forte vocazione industriale.
“Questa giornata non deve ridursi a una semplice ritualità - conclude Oliva -. Servono controlli più intensi e un potenziamento immediato degli organici degli enti ispettivi. Alle aziende diciamo chiaramente che la sicurezza non è un costo, ma un investimento indispensabile”.
La UIL Taranto annuncia che continuerà a presidiare i luoghi di lavoro e a chiedere il rispetto delle normative. “Il diritto al lavoro non può trasformarsi in una condanna a morte. Servono scelte straordinarie, perché la normalità, oggi, non basta”.